storie simpatiche di gatti

Amelie, una gatta simpaticamente… bipolare!

E’ stata, la mia, un’estate di fuoco. In tutti sensi. Per il caldo e per l’intenso lavoro. Di fuoco e… molto pelosa! Già, perché da metà giugno al 31 agosto (con picco il mese di agosto, e ancor di più la settimana di Ferragosto) ho lavorato davvero tanto come pet sitter. E ogni peloso a modo suo mi ha lasciato qualcosa e regalato momenti da raccontare. Dopo la storia di Phoebe, la Setter Inglese che ripara il wifi (leggila qui), oggi quindi parlo di Amelie, gatta bellissima con due perle azzurre al posto degli occhi, simpatica ma… bipolare! E che inaugura l’inizio dei miei racconti di storie simpatiche di gatti.

Dress code: pet style!

Chi è rimasto a Milano e ha avuto modo di vedermi per strada o sui mezzi pubblici… sicuramente si sarà fatto qualche domanda vedendomi ricoperta di peli, nonostante viaggiassi sempre con la spazzola adesiva in borsa! Beh, almeno non sono andata per saldi, sia perché ho dovuto per forza adottare per tutti questi mesi un preciso dress code: pet style, ovvero sneaker, jeans e t-shirt (i calli però mi sono venuti lo stesso!) sia perché non ho avuto davvero tempo per andare in giro a fare shopping!

Una sfida da affrontare, questione di principio… felino!

Ciro, Dafne, Popo, Arturo, Amelie, Zoe, Quantum (per gli amici Bau), Michu, Moon Spin, Sherlock Holmes, Talisker, Milo, Percy, Snoopy, Tigro, Milo degli Elfi delle Foreste Incantate, Caramello, Alfie, Phoebe, Otto il Bassotto (se ho dimenticato qualcuno ditemelo!): miao e bau che mi hanno tenuto compagnia e dato amore, e cui ho dato amore e coccole (oltre che la pappa) anche io.

Ognuno è fatto a modo proprio (anche i pelosi)

Ma ogni peloso, oltre alla razza, ha il proprio carattere. Non solo. Anche turbe, paturnie, antipatie e simpatie… esattamente come gli umani! E con Amelie è stata una sfida, non vinta del tutto (per la prima volta!). Roberta, la “mamma umana”, mi aveva avvertito: “E’ abbastanza smorfiosetta e diffidente, ma è buona”. E’ vero. Amelie è un tesoro come tutti i pelosi, però, cavolo, che carattere!!! “Va bene, ho capito – risposi -, vediamo se riuscirò a conquistarla. In una settimana devo fare in modo che mi faccia la pasta sulla pancia!”.

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Amelie, una gatta simpaticamente… “bipolare”

Tra i vari pelosi che ho avuto in gestione c’era quindi Amelie, una gatta bellissima con qualche rimando siamese e con due occhioni azzurri azzurri. Amelie vive in una casa di ringhiera della vecchia Milano e ha un fidanzato, Zoe, il gattone tigrato della vicina di casa. Già, perché, vivendo in una casa di ringhiera, i due pelosi si sono conosciuti sul ballatoio e da quel giorno è stato amore a prima vista e… primo pelo. Succede, quindi, che d’estate, con le porte aperte, Amelie e Zoe passano le giornate insieme. Amelie va da Zoe e Zoe va da Amelie, insomma si scambiano le case, perché sennò sai che noia vivere sempre nella stessa casa? Poi di notte, ognuno torna a casa propria.

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Una gatta molto indipendente

Amelie non è una gatta “alla buona”, nel senso che vuole stare sulle sue. La padrona mi aveva avvertito! Ma, essendo io un animale travestito da umana, non mi preoccupai più di tanto: ero sicura che avrei conquistato anche lei! E invece… è stata davvero una grande sfida, vinta in parte. La prima volta che la vidi, per conoscerla prima del servizio di pet sitting, non riuscii nemmeno ad accarezzarla, stava nei paraggi ma con le opportune distanze, ancora le coccole le sarebbero piaciute!  Zoe invece è stato subito un patatone, lanciandosi con fusa e strofinamenti invece ovunque.

Fusa e gioco, ma poca confidenza!

Quando mi trovai ad accudirla, i primi giorni, quando aprivo la porta, mi accoglieva con un significativo soffio. Però ero tranquilla, sapevo che era simpatica e che non sarebbe mai andata oltre il soffio. Perché così come soffiava, così si buttava per terra a pancia in su o accettava di giocare con la corda. Insomma, nemmeno lei sapeva bene cosa doveva fare. Secondo me semplicemente sa di essere bellissima e se la tira! Però, poi, dato che per forza dovevamo stare una settimana insieme e siccome mi vedeva due volte al giorno, non poteva proprio evitarmi. E così si degnò di soffiare meno e di farsi fare con molta fatica qualche carezza. Ma non di più. Penso che fosse contenta di vedermi, non fosse altro perché la sfamavo, però non voleva cedere, ma tenere sempre un atteggiamento di distacco, come dire “va bene, ti voglio bene e ti ringrazio, ma non prendere troppa confidenza, alla fine sono e rimango Amelie!”.

C’è sempre la prima volta!

Insomma, alla fine non convinsi Amelie a farmi fare la pasta sulla pancia, però alla fine della settimana non soffiava quasi più e si faceva accarezzare (non sempre, dipendeva dai giorni). Per la prima volta un peloso non ha ceduto al mio fascino di pet sitter. Quindi arrivai alla conclusione che Amelie, che fa le fusa o le capriole, facendosi accarezzare e coccolare allo stesso tempo, è forse una simpatica gatta… bipolare!

 

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Zoe, fidanzato di Amelie

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