aneddoti simpatici di cani

Phoebe, la Setter Inglese che ripara il wifi!

“Daniela, tu devi scrivere un libro dove racconti tutte le tue avventure con i pelosi”. Che Feliciana, mia cara amica, abbia ragione? In effetti, da quando sono pet sitter ne ho viste e vissute (simpaticamente) di tutti i colori. “Gli animali sono dei comici gratuiti – mi dice invece Giuseppe, un amico medico -. Ti fanno ridere a costo zero. E pensare che c’è chi paga per assistere allo spettacolo di un comico!”. E alcuni episodi proprio non possono non essere immortalati: aneddoti simpatici di cani e gatti da raccontare e di cui ridere, gratis. 

Tanta comicità a costo zero

Ecco perché amo gli animali. Per tutto quello che danno, a costo zero. E allora, in attesa di immortalare tutte le mie pet avventure in un libro o eBook, quello che sarà, inizio a scriverne qui, con questo post su come Phoebe, bellissima e dolcissima Setter Inglese, mi ha riparato il wifi. Ovviamente sto scrivendo sul divano con lei che mi alita addosso.

aneddoti simpatici di cani

Abbandonata perché aveva paura degli spari

Innanzitutto. Chi è Phoebe? Phoebe è una dolcissima (quando non fa la matta giocherellona) e bellissima Setter Inglese di circa due anni salvata dal canile di Frosinone questa primavera da un cuore altrettanto bello e dolce della sua padrona, Paola, già “mamma” di Otto il Bassotto. La storia di Phoebe, come la maggior parte dei cani che arrivano in un canile, è quella di un abbandono. Phoebe, come richiede la sua razza, sarebbe dovuta essere un ottimo cane di caccia. Ma aveva paura degli spari. E così quel “bravo” uomo del suo padrone, se ne è liberato abbandonandola legata a un albero in un bosco. Quando è stata trovata, è stata portata al canile di Frosinone. Gli altri cani, con cui doveva convivere, però, fin da subito non sono stati clementi con lei: non la facevano mangiare. Così fu trasferita in un box da sola.

Da Frosinone a Milano per una nuova vita

Poi è arrivata Paola e con lei una nuova  famiglia e fantastica vita, insieme anche a Otto il Bassotto di quindici anni. Spedita da Frosinone a Milano, Phoebe arriva magra, con il pelo spento, un trascorso difficoltoso alle spalle e allergie di diversa natura. Ma l’amore della nuova famiglia la incoraggia fin da subito a crederci di nuovo: che qualche umano dal cuore buono esiste, eccome. Perché i cani, a differenza degli umani, non smettono mai di credere in un futuro migliore e di amare ripartendo da zero. Senza chiedersi troppi ma e troppi se.

Amiche da questa primavera

Ho conosciuto Phoebe e la sua padrona Paola questa primavera tramite la piattaforma DogBuddy cui sono iscritta (anche se lavoro soprattutto per Petme!). Ad aprile, Paola mi contatta per sapere se ero disponibile a tenerle Phoebe per cinque giorni. Risposi di sì. Phoebe appena uscita dal canile era ancora terrorizzata da qualsiasi rumore, così come la terrorizzavano gli spari del suo crudele padrone. Così, quando vide che per arrivare tra le mia braccia doveva attraversare un ballatoio all’aperto, dato che abito in una casa di ringhiera, andò in crisi. In breve, dovevo prenderla in braccio. Chissà cosa le ricordava il mio ballatoio.

Agosto con Phoebe e Otto il Bassotto

Poi arriva agosto. E le ferie di Paola. Per Phoebe è ancora troppo presto per affrontare un viaggio in aereo. E Otto quest’anno non può stare in cabina. Quindi? Ci sono io: tata Daniela! Per tanti motivi, io e Paola arriviamo alla conclusione che la soluzione migliore è… che mi trasferisca direttamente a casa sua. “Basta che hai il wifi” le dico. “Ti pare che con una figlia di quindici anni, io non abbia il wifi a casa?” mi risponde lei.

Ebbene. Eccomi nella mia nuova e temporanea casa con Phoebe e Otto il Bassotto. Di aneddoti da raccontare ce ne sarebbero già tanti, come tanti sono quelli degli altri numerosi pelosi che sto accudendo in questo mese. Ma quella del wifi merita un’attenzione particolare. Un post, davvero.

aneddoti simpatici di cani

Il modem del wifi va in tilt

“Ogni tanto il modem del wifi va in tilt, è sufficiente che lo spegni e lo riaccendi” mi dice Paola prima di partire. Come volevasi dimostrare, il wifi va in tilt. Peccato che Paola non mi abbia detto dove fosse il modem. Io, il mio, lo tengo vicino alla tv. Quindi ho pensato che anche quello di Paola fosse nei paraggi della tv. Vicino alla tv c’è di tutto, ma nulla che possa avere le sembianze di un modem. Intanto io vado in crisi. Non posso stare senza wifi! Come faccio a scrivere i miei post? Inizio a scervellarmi, guardo ovunque… Ma dove lo ha posizionato questo maledetto modem? Nel frattempo, spengo la tv, tolgo le spine, magari il wifi sarebbe ripartito. Faccio lo stesso con il mio Mac. Magari è colpa del Mac, ho anche pensato. Ma. Niente. Modem, compari, ti posso spiegare… Niente. Due giorni senza wifi.

Mi rassegno. Sono destinata a non scrivere più post (anche perché dal cellulare è praticamente impossibile) per tutto il mese di agosto. E mi sale il nervoso. Chiudo e spengo il Mac, lo parcheggio nella borsa da viaggio, tanto non mi sarebbe più servito.

Poi Phoebe risolve tutto!

Poi subentra quello splendore di setter inglese, Phoebe. Dopo le cene di queste sere, mi piace mettermi sul divano e guardare la tv rinfrescandomi con un ghiacciolo. Phoebe fa una cosa che non ha mai fatto, o almeno con me. Si distende sotto il tavolino di legno vicino alla tv, e annusa annusa annusa. Boh, chissà cosa c’è lì sotto, pensai. Poi sento che rosicchia. Guardo e vedo che rosicchia una sorta di coperchio di plastica. Va bè, ha trovato un nuovo gioco. Poi, stretto tra i denti, se lo trascina sul divano accanto a me. Continuando a rosicchiare. Intanto, prendo il cellulare per mandare, come tutte le sere (e le mattine e i pomeriggi) gli aggiornamenti sullo stato delle cose a Paola. E le scrivo: “Phoebe si è trovata un nuovo gioco! Sotto il tavolino di legno vicino alla tv ha trovato un coperchio di plastica e se lo sta mordendo”. E Paola: “No! Non farla andare lì sotto, che c’è il wifi e quindi i fili!”.

Posso anche fermarmi qui. Quella sorta di coperchio di plastica copriva una scatola delle scarpe dove dentro Paola aveva messo il modem del wifi per evitare che Phoebe se lo mangiasse. Risposi a Paola: “Era da due giorni che cercavo il modem”. In breve: se Phoebe non fosse mai andata sotto il tavolino e non avesse preso quella sorta di coperchio di plastica, io non avrei riferito il tutto a Paola che a sua volta non mi avrebbe detto che lì c’era il modem.

Superfluo dire che da quella sera Phoebe sotto il tavolino non ci andò mai più. Il suo dovere lo aveva fatto.

 

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Foto: © Daniela Larivei