storie di animali a lieto fine

10 storie di animali a lieto fine nell’ultimo libro di Michela Brambilla

Mentre tornavo a casa, in metro, sabato scorso, dopo l’evento per la presentazione del libro Dalla parte degli animali di Michela Vittoria Brambilla, ho preso in mano il libro per leggere la dedica che la parlamentare mi ha scritto: “A Daniela, grazie per essere dalla parte degli animali”. È che l’onorevole Brambilla non mi conosce! Con me sfonda una porta più che aperta. Io, che per Fragolino, oramai scomparso (leggi È scomparso Fragolino, gatto viaggiatore in business class), ho lasciato un compagno e messo fine a una convivenza! Alla richiesta: o me, o Fragolino, ho sempre scelto la mia palla di pelo tricolore dagli occhioni verdissimi. Ultimamente poi ho preso molto a cuore anche le apine italiane e il loro buonissimo miele di qualità e italiano al 100%. Dalla parte degli animali  (sotto trovi il link per l’acquisto) è un libro per veri amanti degli animali, che raccoglie 10 storie di animali a lieto fine (ma tanto due lacrime te le fai lo stesso) e che può essere un bellissimo regalo di Natale.

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una lavagna con scritto di raccontare la propria storia imparando a scuola di scrittura di viaggio

Scuola di scrittura di viaggio: 30 lezioni per dare il meglio di sé

Ci sono diversi motivi per cui si viaggia e si decide di raccontare un viaggio, per esempio per dare un senso a ciò che si è visto, riviverlo a distanza, trovare ispirazione per nuove avventure… Ma se lo si fa come professione è bene imparare i segreti della narrativa di viaggio. Ne parla molto bene un libro che ho letto di recente Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all’immagine attraverso lezioni ed esercizi che insegnano appunto i segreti della narrativa di viaggio, dal reportage giornalistico al diario, dal blog (per approfondire: Così guadagno con il mio blog di viaggi) al carnet de voyage. Una vera e propria scuola di scrittura di viaggio: tecniche, esercizi, suggerimenti pratici e trucchi del mestiere su tutte le forme di racconti di viaggio inclusi foto, video e disegno. Un manuale firmato dai docenti della Scuola del Viaggio (Andrea Bocconi, Guido Bosticco, Vince Cammarata, Andrea Canepari, Stefano Faravelli e Claudio Visentin) con Touring Club  Italiano).

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un blog di viaggi è un lavoro

Travel blogger: quando un blog di viaggi è un lavoro

Qualche giorno fa ho inviato un comunicato stampa ai media per il lancio del progetto “Viaggi con le blogger” di Criand Tour Operator che ho ideato e che coordino. Mi risponde via email una collega giornalista del secondo gruppo editoriale italiano. Che, vantandosi, mi ha risposto che la testata per cui lavora, storica, e la cui redazione è composta da giornalisti professionisti, non si sarebbe mai abbassata a promuovere un progetto dove di mezzo ci sarebbero state le blogger.  Ebbene, cara collega giornalista professionista (che lo sei quanto me), essere travel blogger, se lo si fa bene, vuol dire essere un professionista. Un blog di viaggi è un lavoro, se lo fai con professionalità! Ecco perché

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paesi della cocaina

“Coca-travel”: viaggio di un criminologo nei paesi della cocaina

Dalle comunità indigene e favelas in Brasile, fino alle rotte dei paramilitari e dei guerriglieri in Colombia. E poi, ancora, le terre di nessuno in Nigeria, le alture solitarie in Bolivia e la nebbia del Perù, passando per Santo Domingo e Costa Rica. Coca-Travel-Viaggio sentimentale di un criminologo lungo le rotte dei narcos è un libro-racconto del criminologo italiano Silvio Ciappi, pubblicato da Oltre Edizioni, nei paesi della cocaina. Dal mini-sequestro lungo una strada carovaniera per il Niger, alla cattura di un narcotrafficante in un quartiere ricco di Bogotà, dal volto Aña, magistrata in prima linea nella lotta ai trafficanti, alla Repubblica Dominicana come punto di smercio della droga verso Porto Rico e States sono solo alcun fatti e personaggi raccontati nel libro. Di seguito, l’intervista all’autore e qualche passo del suo libro-racconto. Da leggere.

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professioni del futuro

Le professioni del futuro riguardano anche le palme

Saranno proprio le professioni del futuro (leggi anche Le nuove professioni per lavorare ovunque e in autonomia) a far uscire dalla crisi e che entro il 2025 faranno tornare positivo il saldo occupazionale italiano: è quello che prevede InTribe, società specializzata nello studio di nuovi trend che aiutano le imprese a competere e che è stato presentato giovedì scorso, 23 marzo, in occasione del convegno “Le professioni del futuro” alla Confcommercio di Milano. Le professioni del futuro hanno una ricaduta mondiale. Ma non bisogna vederle come un rischio ma una opportunità: potrai essere un nomade digitale e lavorare felicemente sotto le palme e davanti a un fantastico mare caraibico.

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5 consigli per vivere a santo domingo

5 consigli per vivere a Santo Domingo

L’altra sera, parlando con un imprenditore italiano che costruisce case in Repubblica Dominicana, è emerso un concetto che condivido in pieno: esportare e imporre la cultura italiana in quest’isola è sbagliato. Anche perché altrimenti tanto vale rimanere in Italia. Civilizzare un Paese non vuole dire renderlo a immagine e somiglianza dell’Italia. Credo che una delle cose più belle e performanti del vivere all’estero sia proprio quello di apprendere i lati positivi di una cultura diversa. E anche quella dominicana, checchesenedica, ne ha. Viaggiare e vivere bene con la mente e fisicamente è importante. Ecco allora  5 consigli per viaggiare “leggeri” tratti dal  libro di Beppe Severgnini “La vita è un viaggio” edito da Rizzoli che sono anche 5 consigli per vivere a Santo Domingo.

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mollare tutto

Mollare tutto se si ha il coraggio di cambiare. Dentro

Ho appena finito di leggere un bellissimo libro, in contenuto e nella forma. “Siamo liberi” di Elena Sacco, Chiarelettere. Una storia vera che fa riflettere. E se non fosse per la barca a vela, sarebbe, è, anche la mia storia. Uguale. Entrambe, io e la protagonista, abbiamo mollato tutto e siamo partite, e abbiamo deciso di tornare in Italia. Se non fossi partita, se non fossi cambiata, non sarei tornata e non sarei ripartita. Proprio da Milano. Elena, insieme al suo compagno Claus, decide di mollare tutto, un anno dopo aver visto la morte in faccia. Vendono la loro redditizia agenzia pubblicitaria e partono, con la figlia sette anni Nicole e Jonathan, appena nato,  sulla barca a vela Viking, destinazione mondo. Dal “paradiso” (sì, con le virgolette) della  Martinica alle contraddizioni di Cuba, dai pericoli di Panama all’incanto della Polinesia. Infine, dopo sette anni, Milano. La protagonista scopre tra fatiche e vittorie che ogni viaggio vero si misura sul ritorno e che mollare tutto non basta se non si ha il coraggio di cambiare (leggi anche Cambiare senza paura lavoro, relazioni, vita si può). Ecco alcuni passaggi significativi, che possono aiutarti a farti riflettere.

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