cambiare senza paura

Cambiare senza paura lavoro, relazioni, vita… si può!

C’è chi dice che per cambiare vita, per esempio trasferendosi all’estero, ci vuole coraggio. Lo hanno detto anche a me. C’è chi invece sostiene che ci vuole coraggio a rimanere in Italia. Sono vere entrambe le affermazioni. Perché in tutte e due ci troviamo di fronte a un cambiamento, nel primo caso si cambia Paese, nel secondo ci si trova in un Paese che sta cambiando. Il problema, quindi, non è il Paese che si sceglie o in cui ci si trova, ma affrontare il cambiamento. Perché affrontare un cambiamento vuol dire lasciare la propria comfort zone, la propria posizione di comodo, protetta da anni, per catapultarsi in qualcosa o in qualcuno di sconosciuto. Ma da oggi niente paura, potrai farti aiutare dal nuovo libro di Roberto Re, Cambiare senza paura edito da Mondadori. Così, che sia un cambiamento sul lavoro o nelle relazioni, o di vita, come appunto lasciare l’Italia per vivere altrove, imparerai a cavalcarlo anziché subirlo scoprendo le sue opportunità di crescita e ricchezza.

 cambiare senza paura
La paura del cambiamento è inevitabile

“La paura del cambiamento è inevitabilmente insita nella natura umana – scrive l’autore -. A quanto pare, la paura del cambiamento è altrettanto inevitabile del cambiamento stesso. Essere coraggiosi, infatti, non vuol dire non avere paura, ma semplicemente saperla affrontare, nonostante tutto. Questo è il vero eroe”.

6 strategie per cambiare senza paura

Che tu decida di cambiare Paese o rimanere in Italia devi affrontare un cambiamento. Ecco alcuni passi dell’utilissimo libro di Roberto Re, Cambiare senza paura, Mondadori, che ti aiuteranno ad affrontarlo.

1) Sfrutta la conoscenza

“Il trovarsi in una situazione nuova – spiega il coach nel libro – comporta in automatico la possibilità di sbagliare, di combinare dei guai, di fare scelte errate, di non comprendere appieno dove ci si trova, con tutte le conseguenze sgradevoli del caso. Questa reale possibilità di insuccesso è quella che solitamente ci porta a studiare, prepararci, valutare attentamente, impegnarci maggiormente, insomma è quella che in genere attiva la nostra attenzione e la concentrazione in modo da non fare stupidaggini… La conoscenza è a dir poco fondamentale per poter poi agire nel modo giusto”. Io ho cambiato Paese, ma prima di farlo l’ho studiato per quattro anni. Detto questo, qualche piccolo errore nella tabella di marcia purtroppo è stato inevitabile, ma almeno non ho fatto grossi danni. A differenza di moti italiani che con un colpo di testa hanno mollato tutto e tutti in Italia per andare a vivere in Repubblica Dominicana, avendola vista solo per quindici giorni di vacanza, e convinti o con indotta convinzione di trovare il paradiso. Se ci credi, di paradiso ce n’è uno solo. E ora sono rimasti letteralmente in mutande e non hanno nemmeno più il biglietto per ritornare in Italia.

2) Tienti sempre aggiornato

“I vecchi schemi mentali non funzionano più, risultano inefficaci quando proviamo ad applicarli alle novità che emergono ogni giorno. Per restare competitivi nella società in cui viviamo, l’aggiornamento è fondamentale. E se non ammoderniamo il nostro approccio mentale e l’attitudine con la quale ci tuffiamo nella mischia, ci risulterà praticamente impossibile riuscire nell’impresa” scrive Re. E’ un’affermazione che condivido in pieno. Quando mi sono trasferita a Santo Domingo pensavo di poter vivere in modo selvaggio lontano da tecnologia e social network. E invece, anche su una delle spiagge più belle dei Caraibi, talvolta anche per vendere un succo di cocco, bisogna adeguarsi ai tempi che cambiano utilizzando, per esempio, internet proprio per i propri affari.

3) Controlla te stesso

“E se non possiamo in nessun modo controllare il mondo esterno, gli eventi e le altre persone, cosa e chi ci rimane la possibilità di controllare? Esatto. Noi stessi – illumiina ancora Re nel suo libro -. E il  significato che attribuiamo agli eventi. Se, come abbiamo visto, non possiamo influenzare la stragrande maggioranze degli eventi che hanno un impatto sulla nostra vita, possiamo sempre decidere come comportarsi nei confronti di quegli eventi, quali insegnamenti trarne e come muoverci di conseguenza. La stessa esperienza, che può distruggere la vita di un individuo, può essere la rinascita di un altro! Non è diversa l’esperienza, è diverso il modo in cui le due persone hanno deciso di reagira quella situazione”. Ti faccio il mio esempio personale. Quando sono stata licenziata (premesso che la via legale va sempre approcciata) invece di strapparmi i capelli e piangermi addosso, per quanto un licenziamento  sia una durissima prova di vita, ho deciso di interpretare questo doloroso avvenimento come occasione di rinascita e di vita, perché finalmente potevo fare la mia esperienza in Repubblica Dominicana che tanto desideravo provare. E un’altra cosa ho imparato nei miei quarant’anni di vita, ovvero che non serve porre resistenza alle cose, ai fatti che accadono. E’ una partita persa. Bisogna semplicemente accettarli e affrontarli o, come dice Re, cavalcarli per scoprirne occasioni di crescita e ricchezza.

4) Sii motivato

“E’ la motivazione, la forza segreta che muove gli animi, gli uomini e la storia. Ma, soprattutto, è il potere che può fare la differenza, per ciascuno di noi, nei momenti di cambiamento… Nessun cambiamento sarà reale e duraturo, in mancanza della giusta motivazione, ma è certo che quando la troverai e saprai gestirla al meglio, cambiare diverrà incredibilmente più facile. Seguire la propria motivazione: conoscila e impara ad assecondarla con una buona visione a medio e lungo termine per raggiungere i risultati più facilmente” scrive ancora il coach. Cambiare vita per esempio trasferendosi oltreoceano come ho fatto io, spaventa, fa paura, inutile negarlo. Ma io avevo una grande motivazione: fare reset da tutto e tutti. Era quello che volevo. E non dico che sia stata una passeggiata, però con la forte motivazione che avevo in me il cambiamento è stato decisamente più facile.

5) Gioca su dolore e piacere

“Per assumere il controllo delle scelte che conducono al cambiamento con semplicità, ed efficacia, è importante associare una sensazione di dolore a ciò che vogliamo cambiare e una sensazione di piacere alla situazione desiderata. In questo modo, azioneremo il meccanismo automatico che porta all’azione. Vivere il cambiamento in modo costruttivo significa impegnarsi ad anticipare costi e benefici emotivi” consiglia l’autore. A me viene in mente anche una frase di Casanova nelle sue Memorie che più o meno è così: “Se devo scegliere se vivere prima quindici anni di dolore o di piacere, sceglierei quindici anni di dolore perché l’idea che poi dopo avrò il piacere mi aiuterà a sopportare meglio il dolore”.

6) Ama i tuoi cari, scegli i tuoi pari

“Ama incondizionatamente la tua famiglia e le persone a cui vuoi bene, ma seleziona i tuoi pari, le persone a cui dare accesso alla tua mente, a cui permettere di influenzarti con le loro opinioni, convinzioni e conoscenze. Insomma, dividi il tuo tempo con persone che ti possano stimolare, con chi ti dà energie e non con chi te ne toglie. Scegli, crea e vivi in un ambiente potenziante, che ti rafforzi e tiri fuori continuamente il meglio di te stesso” afferma infine Roberto Re, in Cambiare senza paura.

E “Se incontri il Buddha per la strada uccidilo!”

E’ il titolo di un libro dello psicologo americano Sheldon Kopp. Massimo Brugnoli esperto nel settore delle Risorse Umane e in Pnl, e life coach a Milano e presso l’associazione Afrodite (www.icorsidimilano.it) spiega la metafora: “Uccidere il Buddha significa superare il mito del leader, del guru, del sacerdote, del maestro. Ma anche del clan, della tribù e della chiesa, di qualunque tipo di chiesa si tratti. Ovvero, smettere di credere che qualcuno al di fuori di te possa decidere o essere responsabile delle tue scelte e del tuo cambiamento. Qualunque persona (e qualunque gruppo), per quanto importante, può aiutarti a crescere e ad ampliare la tua visione del mondo. E può anche essere una guida in un determinato contesto e in un certo momento della tua vita. Ma la direzione del viaggio, perché intraprenderlo e se cambiare meta, sono cose che puoi decidere solo tu. E, soprattutto, evita di prendere per buona qualunque cosa, prima di averla verificata direttamente, a prescindere da chi te la propone e da quello che fanno gli altri. Lo dico per esperienza: alcune delle più grandi cantonate della mia vita le ho prese proprio perché ho seguito delle tribù che mi davano sicurezza oppure ho ascoltato, senza dubitare, dei leader che parevano (quasi) infallibili.  Abbandona la tribù, almeno per un momento, e nota cosa succede. E, se incontri il Buddha per strada, uccidilo”.

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Foto: © Roberto Re

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