intossicazione alimentare in vacanza

Cosa fare in caso di intossicazione alimentare in vacanza

E’ capitato più o meno a tutti di essere vittime di una intossicazione alimentare in vacanza. E talvolta, specie se la vacanza è breve, si rischia di inficiare davvero il meritato riposo. Cosa fare quindi in questi casi? Si possono richiedere i danni? E, nel caso, come e quando? Lo spiega Salvatore Pastore, avvocato esperto in Diritto dei trasporti Europeo e del Turismo e founder di Flycare.eu.

Vacanza: occasione unica, irripetibile e irrinunciabile

La vacanza rappresenta spesso un’occasione unica, irripetibile e irrinunciabile per concedersi riposo dopo un lungo periodo lavorativo. Il “bene vacanza” è quindi da ritenersi meritevole di garanzie e tutele privilegiate, poiché la sua privazione o il suo mancato godimento possono recare un danno personale a ciascun individuo.

Cosa dice il Codice del turismo

Il danno da vacanza rovinata è attualmente disciplinato dal D.Lgs. 79/2011, denominato Codice del Turismo, nel quale sono state trasfuse le norme che erano ricomprese nella parte terza del Codice del Consumo, artt. 82-100, che aveva, a sua volta, inglobato il D.Lgs. 111/95 concernente i viaggi e le vacanze tutto compreso (hotel+volo+altri servizi).

Il Codice del Turismo all’art. 47 dice: “Nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell’articolo 1455 del codice civile, il turista può chiedere, oltre e indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta”.

Ne risponde l’organizzatore, cioè il tour operator

“Quindi – spiega l’avvocato Salvatore Pastore – quando uno dei servizi che contrattualmente il tour operator si era impegnato a prestare manca in tutto o in parte, viene eseguito con modalità diverse rispetto a quanto previsto nell’offerta e/o nel contratto, come difformità degli standard qualitativi dei servizi promessi e pubblicizzati, l’organizzatore è tenuto a risponderne”.

Anche per servizi offerti da fornitori terzi

L’organizzatore ne risponde anche se la responsabilità è da attribuirsi a uno dei soggetti prestatori dei singoli servizi compresi nel pacchetto. “In ogni caso, infatti – continua l’esperto – il tour operator è responsabile dei terzi prestatori dei servizi compresi nel programma di viaggio. Pertanto nel caso di intossicazione alimentare derivante da cibo consumato presso una delle strutture facenti parte del pacchetto turistico acquistato e sempre che ci siano evidenti prove a riguardo (foto, testimoninaze, spese mediche ecc..) il consumatore potrà rivolgersi per il risarcimento direttamente al tour operator organizzatore del servizio tutto compreso. Difatti una intossicazione è evidenza di livelli qualitativi differenti e inadeguati rispetto alle legittime aspettative del turista”.

Procedi così per tutelarti poi quando rientri in Italia

  1. Far presente tale disservizio già sul luogo di vacanza.
  2. Raccogliere il più possibile sul luogo prove di una intossicazione, come foto, testimonianze, ricevute di farmaci o di visite mediche ecc.
  3. Inviare, entro 10 giorni dal rientro in Italia, una lettera di reclamo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al tour operator e all’agenzia di viaggi.
  4. Eventualmente esperire, qualora il tour operator non intervenga a riparare i danni subìti dal consumatore, un’azione giudiziale di natura risarcitoria tramite un avvocato.

Oltre al danno non patrimoniale da vacanza rovinata potrà essere richiesto anche il danno patrimoniale consistente nelle spese mediche e per l’acquisto di medicinali sostenute.

Come prevenire invece un’intossicazione alimentare in vacanza

  1. Bere solo acqua imbottigliata;
  2. non usare ghiaccio a meno che non sia fatto con l’acqua della bottiglia;
  3. mangiare solo verdura cotta e frutta con la buccia;
  4. coprirsi spalle e pancia se si passa dall’ambiente esterno, molto caldo, a un locale con l’aria condizionata;
  5. lavarsi sempre bene le mani prima di maneggiare cibo.

Leggi anche il post Diarrea del viaggiatore: come prevenirla

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