vendere se stessi

Come saper vendere se stessi ai Caraibi

Ho letto di recente un commento di una travel blogger che puntava il dito contro altri travel blogger che mettono emozioni e sentimenti, anche dolore, nei loro post. Non lo condivido. Un blog e un blogger si distinguono proprio per questo, per le emozioni e l’immedesimazione. Ancor meglio poi, se si è un travel blogger specializzato. Poi ho frequentato un corso di personal branding presso l’associazione Afrodite di corso Di Porta Nuova 38 a Milano tenuto da Andrea Colombo Lozza, esperto di comunicazione e marketing e fotografo (www.fotolozza.com) e ne ho avuto la conferma: le proprie emozioni in un post sono importanti e oggi è fondamentale saper fare personal branding, ovvero vendere se stessi, ovunque ci si trova, anche, aggiungo, ai Caraibi!

Impara a fare personal branding

Charles Darwin diceva: “Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”. Se hai o vuoi aprire un’attività a Santo Domingo (dopo le opportune considerazioni) non sei esonerato dal fare personal branding o brand identity, ovvero nel fare di te stesso o della tua azienda un brand (ti consiglio di leggere Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellani edito da Dario Flaccovio), meglio se riesci a specializzarti in qualcosa e a regalare ai turisti emozioni.  “E’ fondamentale adattarsi al mondo che cambia e che è, tant’è che la parola crisi secondo l’ideogramma cinese vuol dire opportunità – spiega Lozza -. Ognuno di noi è un veicolo pubblicitario, abbiamo tutti la capacità di influenzare acquisti e stili di vita. E’ fondamentale avere una presenza online anche se la ricetta della visibilità online non esiste”.

Non si può essere tuttologi

Quando ho iniziato la mia carriera giornalistica, pensavo che un giornalista dovesse sapere tutto di tutto e tutti. E invece non è così. Un giornalista non è un tuttologo.

  • Specializzati

Così, penso, non è possibile essere travel blogger di tutto il mondo, in un mondo dove qualità è diventata sinonimo di specializzazione. Nessuno è tuttologo. Un giornalista si specializza in settori specifici, idem un medico, che sceglie una specialità piuttosto che un’altra. Anche un travel blogger a mio avviso dovrebbe specializzarsi in determinate aree, come fanno i consulenti di viaggio. Io ho questo blog e uno su Vanity Fair, entrambi sulla Repubblica Dominicana perché lì ci ho vissuto un anno, e metto alla ribalta aspetti positivi e negativi dell’isola. “Al giorno oggi – chiarisce ancora Lozza – è importante sapersi vendere perché ci troviamo in un mercato ipercompetitivo. Insomma è fondamentale il self marketing. La formula esatta dovrebbe essere un mix tra ciò che piace fare, ciò che si sa fare, e ciò che fa guadagnare. Bisogna imparare a distinguersi e a specializzarsi. Per esempio, posso specializzarmi come fotografo, che opera nel nord dell’isola, solo con clienti russi, realizza album a mano e con stile tipico dei reportage. Più sarò specialistico e più clienti avrò”.

  • Regala (o vendi) emozioni

Sai poi perché alcune riviste di viaggio sono fallite? Perché sono diventate più fredde di un catalogo di viaggio. Le riviste di viaggio una volta andavano alla grande perché regalavano ai lettori reportage impeccabili. Ora quasi tutte sono meri catologhi, e allora perché uno dovrebbe spendere soldi per una rivista quando in agenzia di viaggi o meglio su internet puoi trovare le stesse informazioni, e gratis? Purtroppo, ci sono anche travel blogger asettici, che più che un diario con le varie emozioni scrivono schede turistiche. Nel fare personal branding è fondamentale puntare sulle emozioni positive o negative o sulle doppie emozioni. Per esempio, se hai un’agenzia turistica, puoi descrivere prima un’emozione di rabbia perché un turista ha tirato fuori dall’acqua una stella marina per fare la foto e subito dopo un’emozione di felicità nel vedere che l’ha rimessa subito in acqua.

5 modi per usare Facebook

In particolare, per vendere se stessi, anche ai Caraibi, è basilare avere Facebook purché usato con criterio. Ecco i consigli dell’esperto:

  1. evita di citare effetti dell’ultima sbronza o dell’uso di droghe, e di fotografarti sempre con la birra o il rum in mano o in momenti di sballo. L’immagine è una delle poche cose che la gente si ricorda di te. Quindi anche se sei ai Caraibi ed è libidinoso stare con infradito e occhiali da sole e bere la cerveza, metti una tua foto formale in primo piano e con una luce decente: così trasmetti professionalità;
  2. non scrivere bestemmie o imprecazioni in genere ed evita commenti o post di natura sessuale spinta;
  3. non trasmettere messaggi estremi pro o contro argomenti sensibili come religione, politica e sport;
  4. fai una tua biografia senza copiarla da altri, sarà il tuo slogan; fai riferimenti al tuo settore professionale ma senza esagerazioni (non scrivere per esempio che sei il miglior agente immobiliare dell’isola, chi l’ha detto?, e senza riportare citazioni famose, ma affermazioni tue personali;
  5. pubblica tra le 10 e le 12 e tra le 15 alle 17 in quanto in genere sono i momenti di pausa.

Punta sul content marketing

“Non c’è – continua Lozza – una strategia per emergere dalla massa. L’importante è avere obiettivi realistici e profilati trovando una nicchia cui riferirsi”. Quindi per esempio, se hai o vuoi avere un’agenzia immobiliare a Santo Domingo puoi specializzarti in affitti e vendite di case di lusso. “Per ottenere successo – continua l’esperto – devi puntare sul content marketing che prevede contenuti di qualità, ovvero scritti in italiano corretto, interessanti e utili, senza un linguaggio di un adolescente, cioè con xchè, xò, cmq. Sii coinvolgente e invita all’azione”. E non scrivere in stampatello. Per fare un buon content marketing poi:

  1. sviluppa una capacità di ricerca online tempestiva,
  2. ispirati a scene di vita vissuta,
  3. sfrutta in maniera strategica i social media, capendo quali sono le piattaforme social più funzionali alla tua attività,
  4. diventa blogger di uno specifico argomento (Google adora i blog verticali),
  5. fai la Seo,
  6. interagisci con gli influencer del settore.

Altri social network caraibici

Altri social network che potrebbero essere funzionali ai Caraibi possono essere:

  • Instagram che è un visual marketing (se hai un’agenzia immobiliare per esempio sarebbe utile pubblicare foto di backstage della costruzione di una casa, ovvero che fanno percepire la fase di ideazione e realizzazione di prodotti o servizi);
  • Pinterest, per esempio se sei un fotografo perché è un social molto professionale;
  • Youtube se hai buone competenze tecniche nella realizzazione di video.

E leggi il libro di Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellani edito da Dario Flaccovio, lo trovi su Amazon.it

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Foto: © mysweetbear – Fotolia.com

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