una lavagna con scritto di raccontare la propria storia imparando a scuola di scrittura di viaggio

Scuola di scrittura di viaggio: 30 lezioni per dare il meglio di sé

Ci sono diversi motivi per cui si viaggia e si decide di raccontare un viaggio, per esempio per dare un senso a ciò che si è visto, riviverlo a distanza, trovare ispirazione per nuove avventure… Ma se lo si fa come professione è bene imparare i segreti della narrativa di viaggio. Ne parla molto bene un libro che ho letto di recente Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all’immagine attraverso lezioni ed esercizi che insegnano appunto i segreti della narrativa di viaggio, dal reportage giornalistico al diario, dal blog al carnet de voyage. Una vera e propria scuola di scrittura di viaggio: tecniche, esercizi, suggerimenti pratici e trucchi del mestiere su tutte le forme di racconti di viaggio inclusi foto, video e disegno. Un manuale firmato dai docenti della Scuola del Viaggio (Andrea Bocconi, Guido Bosticco, Vince Cammarata, Andrea Canepari, Stefano Faravelli e Claudio Visentin) con Touring Club  Italiano).

A scuola di scrittura di viaggio

Tutti, per un motivo o per un altro, viaggiano: per una vacanza, breve o lunga che sia, per ritrovare se stessi, per conoscere altre culture, per divertirsi, per lavoro perché per esempio si è agente di viaggio o travel blogger (leggi Come lavorare e guadagnare viaggiando in barca a vela). In ogni caso, il viaggio diventa una esperienza da raccontare, per condividere ciò che ci è sembrato significativo, per rivivere il viaggio stesso, per dare un senso a ciò che abbiamo vissuto, per ispirare qualcuno a fare lo stesso nostro viaggio, per il piacere di scrivere di ciò che amiamo (come faccio io).

Diversi modi per ricordare una esperienza

E a seconda dei propri destinatari cui ci si rivolge, si può raccontare in diversi modi, facendo vedere le fotografie o i video agli amici, raccontandolo a voce ai clienti, memorizzandolo tra il ticchettio della tastiera su una pagina web. Ma se lo si deve raccontare per lavoro, allora bisogna essere preparati, molto preparati. Aldilà del proprio stile di narrazione, ogni genere di scrittura (reportage giornalistico, diario, guida, web…) richiede un proprio linguaggio. In ogni caso, bisogna saper raccontare (e nel  libro si illustrano in modo dettagliato i segreti di ogni tipo di narrazione), saper prepararsi per la partenza, non solo fisicamente (cosa mettere in valigia) ma anche a livello informativo sulla destinazione che si andrà a visitare, prendere appunti di viaggio (ognuno ha il proprio metodo, l’importante è averlo!), saper padroneggiare immagini, video e suoni, dal momento in cui si fanno al montaggio fino alla pubblicazione.

Imparare a differenziarsi nella crisi

Il libro di viaggio è in crisi: cosa mai si può proporre a un editore, un altro racconto sull’India? Un viaggio a Parigi? Ma ci sono stati tutti! Uno escamotage per esempio per renderlo interessante è scegliere lo spostamento con un mezzo inusuale, come una mongolfiera o un motociclo. E’ il mercato editoriale cartaceo e digitale che oramai ha tutto che lo richiede: il mezzo stesso crea situazioni particolari, che vale la pena raccontare.

Raccontare è più importante della destinazione

Ecco che In molti casi raccontare e lo stile di viaggio sono diventati più importanti anche della destinazione: spesso due viaggiatori visitano la stessa città, nello stesso periodo, e tuttavia finiscono per fare esperienze completamente diverse, quasi senza punti di contatto tra loro. Il modo di raccontare un viaggio oggi è cambiato, complici le nuove tecnologie. E alle riviste di viaggio si sono affiancati oggi la rete, i blog e i social con conseguente cambio di stile: come si scrive è più importante della destinazione. In ogni caso un viaggio ha sempre quattro fasi: partire, transitare, arrivare e tornare.

Un mezzo: il blog

Come detto, il blog è uno dei mezzi con cui raccontare un viaggio oltre al fatto che in alcuni casi è anche un lavoro (leggi Travel blogger: quando un blog di viaggi è un lavoro). Ci sono due tipi di blogger:

  • quelli che vogliono essere seguiti passo passo nelle loro peregrinazioni e contano i follower con cura; la foto dell’autore è indispensabile e le regole di scrittura stanno tra il diario e il reportage;
  • quelli (ed è il mio caso) che usano il blog come lo spazio un tempo riservato alla terza pagina nei giornali: un luogo dover fermarsi più a lungo per riflettere, non una roba da leggere al bar con il quotidiano aperto tra il cappuccino il cornetto. La foto in questo caso non è indispensabile, ma solo utile, e la scrittura è più meditata, più di testa che di pancia.

Principali argomenti del libro

Pensato per chi ama viaggiare, e desidera raccontare le sue esperienze, questo agile libretto è come un compagno di viaggio, da portare con sé per farsi ispirare e guidare con suggerimenti tecnici ed esercizi sul campo. Ma è anche una guida per chi vuole cimentarsi nel racconto e prepararsi prima di partire. O ancora un saggio per chi è interessato a una riflessione inedita sul viaggio e sulla narrazione, e infine uno strumento pratico per chi intende intraprendere la professione di reporter o di narratore. In quattro capitoli dedicati ciascuno a una modalità del racconto di viaggio, compresa la ritrovata formula del carnet de voyage, ecco alcuni argomenti che troverai nel libro Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all’immagine:

  • perché scrivere di viaggio,
  • la preparazione,
  • la trinità dello scrittore: punto di vista, selezione, precisione,
  • incontri,
  • spostamenti, spaesamenti,
  • previsti e imprevisti,
  • come prendere appunti di viaggio,
  • i generi di scrittura,
  • prontuario per scrittori fotosensibili (la fotografia come passe-partout, come si racconta con la fotografia…),
  • raccontare con suoni e immagini,
  • il mockumentary,
  • il ritmo,
  • soundscape: paesaggi sonori.

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Credit: ©cacaroot – Fotolia.com

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