un blog di viaggi è un lavoro

Travel blogger: quando un blog di viaggi è un lavoro

Qualche giorno fa ho inviato un comunicato stampa ai media per il lancio del progetto “Viaggi con le blogger” di Criand Tour Operator che ho ideato e che coordino. Mi risponde via email una collega giornalista del secondo gruppo editoriale italiano. Che, vantandosi, mi ha risposto che la testata per cui lavora, storica, e la cui redazione è composta da giornalisti professionisti, non si sarebbe mai abbassata a promuovere un progetto dove di mezzo ci sarebbero state le blogger.  Ebbene, cara collega giornalista professionista (che lo sei quanto me), essere travel blogger, se lo si fa bene, vuol dire essere un professionista. Un blog di viaggi è un lavoro, se lo fai con professionalità! Ecco perché

Manuale per aspiranti blogger

Durante l’eductour a Djerba (per approfondire Sicurezza a Djerba: confermata al Ttg Incontri 2017) con Criand Tour Operator ho conosciuto una collega giornalista e blogger, Anna Pernice, che ha scritto di recente “Manuale per aspiranti blogger – Crea emozioni con lo storytelling” di Dario Flaccovio Editore. L’ho trovato molto interessante e scritto in modo chiaro. Soprattutto perché l’autrice ha illustrato bene tutto il lavoro che c’è dietro a un blog, ovvero networking, pubbliche relazioni, partecipazione a fiere ecc., oltre alla pubblicazione costante di post. In più ha dato preziosi consigli su come promuoversi e quindi iniziare a guadagnare (leggi anche Così guadagno con un blog di viaggi).

un blog di viaggi è un lavoro

Anna Pernice (foto di Anna Pernice)

Un blog di viaggi è un lavoro

Anche io, prima di approcciarmi a questa professione, sottovalutavo i blogger. Normale, appartenendo al giornalismo della vecchia guardia (ma non sono così vecchia!). Anni fa, agli albori, i blog erano semplicemente diari on line, ora non è più così e si sono talmente evoluti che sono diventati eccezionali strumenti di marketing. Di conseguenza fare e gestire un blog è diventata una professione. A 360°. E il blogger è una figura completa. “Essere un blogger vuol dire raggruppare tutte le professionalità di una redazione giornalistica in un’unica persona. Devi quindi diventare storyteller, Seo, copywriter, fotografo, video marker, social media manager e commerciale del tuo blog” spiega Pernice nel suo libro.

Contenuti dall’alto valore

I contenuti di un blog poi hanno un valore altissimo per un’azienda o un ente del turismo “in quanto sono prodotti da chi ha fatto un’esperienza diretta del territorio o del prodotto e sono quindi percepiti dagli altri utenti come affidabili e credibili, a differenza degli spot o delle pagine pubblicitarie sui giornali, ai quali siamo ormai tutti assuefatti – continua l’autrice -. Il travel blogger, ad esempio, è l’espressione di un cambiamento nella narrazione di viaggio, dove l’attenzione si è spostata dal solo luogo visitato al punto di vista del viaggiatore e di chi vive il territorio. Lo storytelling in ambito turistico diventa, quindi, strumento di promozione multicanale prima, durante e dopo il viaggio”.

Parola d’ordine: networking!

Per essere un bravo blogger non basta scrivere e fotografare. Bisogna anche farsi conoscere, fare personal branding,  affinché gli articoli vengano condivisi e commentati: “Per far questo è consigliabile condividere e commentare a tua volta gli articoli di altri blogger che segui, sperando che facciano lo stesso con te – auspica ancora Pernice -. In generale, è nella netiquette dei blogger ricambiare i commenti a blogger che hanno lasciato un commento o apprezzamento. Quindi, se vuoi aumentare la tua visibilità e farti conoscere, devi iniziare con il fare networking con altri blogger”. Leggi anche Imparare dai dominicani a fare networking.

Ottimo strumento di marketing

Se lavora  con i blogger con criterio, un’azienda  può ricavarne un grande vantaggio. “Non solo i costi di un blogger sono decisamente inferiori rispetto a quelli di una campagna pubblicitaria di tipo tradizionale, ma la visibilità è maggiore e i contenuti prodotti non hanno una data di scadenza, restano in rete a disposizione di tutti fin quando il blog sarà attivo e possono quindi essere riproposti al pubblico periodicamente”.

Perseveranza, ottimismo e fiducia in se stessi

Il nuovo spaventa sempre. Forse per questo si considerato i giornalisti di serie A e i blogger di serie B. Eppure ci sono blogger che sanno scrivere e raccontare molto meglio dei giornalisti!  Al massimo si tratta di due professioni diverse, con la differenza però che a un blogger viene richiesta una preparazione a 360° (mentre in una redazione c’è il giornalista che scrive, e il fotografo che appunto fotografa). “Non te la prendere, ne incontrerai tante di persone così che considerano i blog di serie B rispetto alle testate registrate, anche se magari tu hai il triplo di lettori rispetto ai sempre più frequenti neo magazine on line – tranquillizza la giornalista blogger -. Purtroppo non tutti gli uffici stampa sanno leggere i numeri e distinguere tra un blog professionale e uno amatoriale e ti snobberanno finché non si renderanno conto delle tue potenzialità. In questi casi il consiglio è solo uno: ignorali e fai il superiore! Sono proprio le porte chiuse in faccia che ti daranno la forza e la spinta per crescere e migliorarti”.

È un lavoro, non una vacanza!

A onor del vero, è anche vero che c’è chi fa del blogging un lavoro a tutti gli effetti, e altri, invece, che si improvvisano e che vogliono fare il travel blogger per viaggiare gratis o farsi una vacanza. Se sei un blogger professionista, infatti, non hai tempo di prendere il sole e rilassarti durante un blog tour perché dovrai ascoltare, scrivere, fotografare, postare, commentare ecc. e ti assicuro che è tutto tranne una vacanza! “Ecco perché scegliere un blogger guardando solo i numeri dei suoi canali social non basta. A volte questi numeri sono gonfiati e non reali, altre volte potrebbero non essere adatti al target del progetto” tiene a sottolineare Pernice.

I blogger hanno cambiato il turismo

I travel blogger hanno rivoluzionato anche il settore del turismo (proprio di recente è uscito un bando europeo per rivedere e riposizionare le figure del settore turistico) e sono molto ricercati dai tour operator. Perché oggi gli utenti si fidano di più delle persone, che hanno visto e vissuto un luogo, e che seguono, che di una pubblicità tradizionale chiaramente pensata per indurlo ad acquistare, ovvero del brand. 

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Foto: © Anna Pernice

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