come diventare una pet sitter di successo

Come diventare una pet sitter di successo

Fare la pet sitter non è un lavoro facile. Spesso considerato un ripiego, un lavoro per arrotondare o ideale per gli studenti per iniziare ad avere una propria indipendenza, in realtà, il pet sitting, se lo si prende seriamente, è tutto tranne che un passatempo. Ma un vero e proprio lavoro, tanto da essere stato annoverato tra le professioni del futuro (trovi le altre professioni del futuro nei post Nuove professioni per lavorare ovunque e in autonomia   e Le professioni del futuro riguardano anche le palme). Perché hai in custodia un essere vivente, un animale, che, per alcuni, è o è più di un figlio. Non solo, può capitare di avere in gestione anche le chiavi di casa del cliente. Con un aumento del carico di responsabilità. Ecco come diventare una pet sitter di successo e digital pet sitter con qualche consiglio dettato dalla mia esperienza.

Come diventare una pet sitter di successo

Non è sufficiente amare gli animali per fare la pet setter. Io amo follemente gli animali ma non è stato sufficiente per intraprendere la carriera veterinaria: con sangue e bisturi non sono molto a mio agio. Allo stesso modo per fare la pet sitter non è sufficiente amare gli animali e riempire la ciotola al peloso. Ci vuole molto di più: pazienza, gestione del cliente, problem solving oltre ovviamente a una conoscenza base degli animali da compagnia.

Customer Care, mai più senza!

Innanzitutto, devi sì prenderti cura del peloso ma anche interfacciarti con i genitori umani, ovvero i proprietari. Quindi oltre a far stare a proprio agio il peloso devi saper fare anche un buon customer care. Ovvero, devi anche essere in grado di gestire i clienti umani oltre che quelli pelosi, eventuali criticità che potrebbero presentarsi senza andare nel panico (per esempio, se il peloso si ammala), soddisfare, se possibile, le esigenze dei proprietari. E ovviamente essere disponibile a lavorare nel week end e nelle festività per evitare anche che il proprietario debba cercarsi una sostituzione per il week end creandogli così un disagio. Per fortuna, aver lavorato nei call center a qualcosa mi è pur servito.

10 consigli per diventare una brava pet sitter

Ma come diventare una pet sitter di successo e digital pet sitter? Non ci sono regole prestabilite, ma sicuramente il buon senso la fa da padrone. Ecco qualche consiglio dettato dalla mia esperienza che mi ha permesso di diventare una pet sitter esperta e di essere annoverata tra le top pet sitter d’Italia per Petme.it:

  • attieniti alle indicazioni del padrone: segui scrupolosamente le indicazioni che il proprietario del peloso ti ha comunicato in  merito a orari della pappa e della passeggiata, al tipo di pappa, alle sue abitudini… Per esempio, la proprietaria di Phoebe, la Setter inglese che ripara il wifi, mi ha proibito di farla dormire con me nel lettone perché non deve prendere questa abitudine; mi piange il cuore, però non posso disobbedire (unica eccezione, la sera di Capodanno, per ovvi motivi, e dormire abbracciata a lei è stato meraviglioso!);
  • aggiorna quotidianamente il proprietario sullo stato di benessere del peloso con messaggi, foto e video: meglio un eccesso di zelo che il contrario, al massimo, come è successo a me, è il proprietario stesso che ti fa capire o ti dice che un messaggio al giorno è più che sufficiente!;
  • dimostrati attento e preciso: se per esempio accudisci il peloso a domicilio e ti accorgi che qualcosa non va in casa comunicalo al proprietario; anche se il tuo compito è solo accudire il peloso, ciò non vuol dire che se per esempio c’è una perdita di acqua in casa tu debba far finta di niente;
  • ricordati che prima di tutto c’è il bene del peloso: se sei pagato per esempio per un’ora ma ti rendi conto che il peloso soffre a star da solo o ha bisogno di altre attenzioni, cerca di renderti disponibile per farlo star bene, magari prendendo diversi accordi con il proprietario;
  • affidati a piattaforme di pet sitting (per esempio io lavoro per Petme.it e Dogbuddy.it): la piattaforma è una garanzia e una sicurezza per tutti, perché tu hai la sicurezza di essere pagato, il proprietario può usufruire dell’assicurazione sanitaria e civile (l’iscrizione a una piattaforma è anche un modo per iniziare a lavorare come dog e cat sitter);
  • inserisci tra le tue condizioni una policy rigida, cioè che prevede in caso di annullamento una penale del 100% (questo è un mio consiglio, ma ovviamente puoi decidere diversamente): come i proprietari pretendono una persona responsabile e seria per il loro peloso, così una pet sitter pretende serietà dagli stessi, specie se si fa questo lavoro seriamente. Il tempo di ognuno di noi è prezioso, anche economicamente: dare disponibilità a un peloso vuol dire toglierla a un altro;
  • usa il web (social, blog, immagini, video…) per parlare della tua professione e promuoverti;
  • utilizza la riprova sociale, ovvero sfrutta le recensioni;
  • quando il servizio è finito, accertati nei giorni successivi che il peloso stia bene e sia tornato tutto nella ordinaria quotidianità; così, cerca di fidelizzare ogni tanto il cliente con l’invio di newsletter o un messaggio “Come state” (riferito al proprietario e al peloso), gadget o qualsiasi altra idea possa essere utile al vostro rapporto;
  • studia, leggi e formati sul bellissimo mondo pet.

E se ti stai chiedendo quando guadagna un dog sitter o un cat sitter, ti rispondo subito: è un’attività imprenditoriale quindi dipende da quanto e come lavori. I periodi durante i quali si lavora di più sono ovviamente quelli festivi ed estivi.

E tu, hai mai pensato o provato a intraprendere la professione di pet sitter? O ti sei affidato a una pet sitter per il tuo peloso? Parlamene nei commenti.

Se invece hai bisogno di una pet sitter nella zona di Milano, contattami (pet@danielalarivei.com)!

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