cambiare vita

Vuoi cambiare vita? Ecco i consigli dello specialista

Molti mi scrivono che vogliono cambiare vita e mi chiedono consigli. Come ho già scritto diverse volte, posso solo trasmettere la mia esperienza, non sono di certo la persona giusta nel dare consigli, per questi per fortuna ci sono gli specialisti.

L’aiuto prezioso dello specialista

Infatti, anche io, prima di partire, chiesi aiuto alla mia psicoterapeuta alla quale mi ero già rivolta per affrontare situazioni difficili che avevo sul posto di lavoro e per capire se il problema era la mia redazione che piano piano mi stava distruggendo psicologicamente o la mia professione, che pensavo di non amare più. E’ interessante quello che piano piano nelle sedute psicologiche scaturisce, all’inizio solo ombre poi piano piano si palesano le chiarezze. Non solo capii che amavo ancora la mia professione, e che quindi il problema era l’ambiente di lavoro che mi aveva oramai ridotto all’esaurimento per tanti motivi, ma che era arrivata l’ora di mollare tutto, espatriare, cambiare vita, provare altrove ma soprattutto tentare di riprendermi in mano le redini della mia vita e della mia professione ed è a lei che chiesi molti consigli. Poi all’improvviso (ma nulla succede per caso), il fattaccio, cioè il licenziamento, e io ero la persona più felice del mondo. Ma a quel punto non potevo più giocare. Mi sono fatta seguire dalla psicoterapeuta fino alla partenza e ancora un paio di volte dopo, via email, per chiedere supporto e consigli. Perché il mio non è stato un colpo di testa, ma una scelta maturata da tempo.

Se vuoi espatriare, fallo in 10 mosse

Quindi a chi mi chiede consigli, posso solo raccontare la mia esperienza e invitarlo, se se ne ha il bisogno, a consultare uno specialista per esporre dubbi, paure, preoccupazioni. In ogni caso affidati a professionisti e diffida da chi approfitta della tua voglia di espatriare perché magari ha interessi sull’isola (per esempio, vendita di immobili). Chiedi aiuto come ho fatto io e non ti vergognare, per fortuna c’è qualcuno che ha voglia di ascoltarti in modo incondizionato. Io l’ho fatto ancora una volta, intervistando Alessandro Meluzzi, noto psichiatra, psicologo e psicoterapeuta (in foto). Condivido con te i suoi consigli. Eccoli e seguili davvero.

  1. Prima di partire, chiudi le situazioni rimaste aperte per non portartele dietro.
  2. Non fuggire da qualcosa o qualcuno perché tanto prima o poi dovrai farci i conti, anche se a decine di migliaia di chilometri di distanza.
  3. Affronta quel qualcuno o quel qualcosa e se non sei in grado di farlo da solo, allora chiedi aiuto: chiedere aiuto è il primo passo per lasciarsi alle spalle una situazione dolorosa.
  4. E’  meglio se organizzi o pianifichi il progetto di andare via ma, a volte, una decisione presa d’impeto ti può aiutare a compiere un gesto che altrimenti non avresti mai il coraggio di fare; mollare tutto non è mai una scelta improvvisa perché dentro di te l’idea germinava finché un evento non ti ha fatto capire che è il momento di partire e andare via.
  5. Per scegliere la meta, segui il tuo istinto e le tue competenze innanzitutto linguistiche: se hai paura di rimanere senza soldi ti consiglio l’Australia dove non si può entrare senza un capitale iniziale, pari al prezzo del biglietto del ritorno; New York e Londra sono ottime mete se conosci l’inglese e hai abilità nel campo della ristorazione.
  6. Attenzione al capitale che avrai con te perché quando ci si trasferisce ci si dà una seconda possibilità e la si vuole vivere al massimo delle nostre possibilità, ma spesso viviamo al di sopra di esse.
  7. Una volta espatriato, non isolarti, perché altrimenti finirai per vedere il passato come una situazione edenica, quando in realtà non lo era se hai deciso di partire. Quindi chiedi aiuto se ti trovi in difficoltà: non fare l’orgoglioso!
  8. Ricordati che a volte si pensa di poter vivere meglio in un’altra nazione, ma poi si scopre il marcio ovunque. In particolare, la condizione dei giovani italiani all’estero non è migliore che nel nostro Paese, anche se qui in Italia i ragazzi devono vivere con uno stipendio che ruota intorno agli 800 euro.
  9. Abbi tanta voglia di lavorare, perché è l’unico requisito davvero indispensabile per trovare fortuna altrove.
  10. Se resti, se parti, se ritorni non sarai mai un fallito. Fallito è colui che si arrende, non colui che tenta e fallisce. Conta se si lotta per la propria vita, il proprio futuro e i propri sogni. È fallito colui che rinuncia a vivere il proprio sogno, ovunque si trovi. Se uno ci prova e non riesce, non può dirsi fallito.

Facebook: Daniela Larivei (e se vuoi metti Mi piace!)

Foto: Ufficio Stampa dr. Alessandro Meluzzi

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