esami del sangue e delle urine per lavoro

Esami del sangue e delle urine per lavoro

In Italia, che io sappia, per esperienza personale e a parte rare eccezioni in alcuni settori, nessun datore di lavoro, prima di assumere, fa fare gli esami del sangue e delle urine. In Repubblica Dominicana, invece, è molto facile che, soprattutto nelle strutture turistiche, ti facciano fare gli esami del sangue e delle urine per lavoro.

Obbligata a farli anche io, a Bavaro

Considerato che la Repubblica Dominicana è un Paese che vive soprattutto di turismo e che ha un livello di prostituzione e droga molto alto, appoggio la prassi. Gli esami del sangue e delle urine li ho fatti anche io. Quando vivevo in Repubblica Dominicana, a Bayahibe, provai a lavorare in un resort, il Dreams de La Romana, dovevo vendere i pacchetti vacanza alla clientela francese. Ebbene, prima di iniziare mi hanno obbligato a fare gli esami del sangue e delle urine. Che ho fatto in un centro clinico di Bavaro.

Esami del sangue e delle urine per lavoro: a cosa servono

Non mi hanno detto perché li dovevo fare e cosa avrebbero indagato. Li dovevo fare e basta. L’ho capito quando insieme alla fattura ho richiesto la prescrizione degli esami da presentare poi all’assicurazione sanitaria per il rimborso. Conoscendo, anche per deformazione professionale, molto bene le sigle degli esami, non mi è stato difficile capire cosa hanno indagato: se avevo malattie infettive, mi drogavo o ero incinta. E fino a quando non ho fatto tutti gli esami del sangue e delle urine, e fino a quando non sono arrivati gli esiti, non ho iniziato a lavorare.

Una raccolta del campione… surreale, ma utile

Adesso ti dico come ho raccolto il campione delle urine. Quando ho dovuto raccogliere le urine, la segretaria del centro clinico dove ho effettuato gli esami, mi ha accompagnato nel bagno, e ci è rimasta con me, in piedi, sulla porta semiaperta. Lì mi ha sorvegliato mentre mi tiravo giù le mutande e raccoglievo la pipì nel contenitore. Ho apprezzato subito la sua gentilezza, e ho pensato che rimaneva lì perché se chiudeva la porta, dato che non c’era la luce, non ci avrei visto e avrei combinato forse un gran pasticcio. Macché gentilezza, si accertava invece che non taroccassi o scambiassi il campione. Pratica molto diffusa in questa stupenda isola caraibica.

Facebook: Daniela Larivei (e se vuoi metti Mi piace!)

Foto: © JPC-PROD – Fotolia.com

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