lavorare in e con la repubblica dominicana

Vieni a lavorare in e con la Repubblica Dominicana!

Bagno di folla proveniente da tutta Italia all’ultimo workshop, gratuito, “To do business in Dominican Republic” (lavorare in e con la Repubblica Dominicana), che si è tenuto lo scorso 28 gennaio al Centro Direzionale di via Copernico 38, dedicato appunto a chi vuole trasferirsi e/o investire in Repubblica Dominicana (leggi anche Fare impresa in Repubblica Dominicana in una settimana) o intraprendere, come me, l’attività di Advisor per l’isola del sorriso. L’evento è stato organizzato da Cosimo Cannizzo, imprenditore in Italia e all’estero, funzionario della Camera di Commercio Italia Repubblica Dominicana (Ccird), e in collaborazione con Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria privata, di Milano, e Parteattiva, Associazione delle partite iva. “I momenti difficili – spiega Cannizzo – sono i più belli e profittevoli se si ha la giusta chiave di lettura. La Repubblica Dominicana non è la soluzione, è una soluzione. L’internazionalizzazione è la sfida che le aziende italiane si preparano ad affrontare”.

Un business che vale 4miliardi di euro

Il business dell’internazionalizzazione oggi vale circa 4miliardi di euro. “Oggi è importante fare internazionalizzazione e fare network tra le associazioni, gli Stati, le Federazioni ecc. È importante in questo momento credere di fare impresa” introduce Mario Cesaroni, presidente Confapi Milano. Ma quali sono le nuove frontiere? Lo dice Il Sole 24 Ore del 19/1/16: “Si intensificano gli investimenti a Cuba, nella Repubblica Dominicana, in Giamaica e nell’area delle Bahamas. Il Messico resta gettonatissimo per gli italiani e gli operatori dei villaggi stanno ampliando la rete. Alle stelle anche l’interesse per il Brasile”.

In crescita quello dominicano

Tanti i dati emersi durante il workshop. Eccone alcuni. Nel corso dell’ultimo decennio la Repubblica Dominicana si è trasformata profondamente, passando da un’economía basata solo su alcuni prodotti agricoli, come zucchero, tabacco, cacao, a una società completamente diversificata, vibrante e moderna. Tanto che il Pil della Repubblica Dominicana nel 2014 è cresciuto del 7,1%, registrando il miglior risultato tra i Paesi dell’America Latina. Tutto questo fa della Repubblica Dominicana una eccellente Nazione dove sviluppare nuovi business, in un mercato in crescita che garantisce un potenziale di ricavi a lungo termine. Per approfondire Perché la Repubblica Dominicana è un Paese in crescita.

Perché investire e lavorare in e con la Repubblica Dominicana

“In Repubblica Dominicana ci sono poche regole, ma c’è tanto spazio. I dominicani non hanno niente, ma hanno la testa” puntualizza Cannizzo. Aggiunge Luis Escolastico, importante avvocato in Repubblica Dominicana che segue grandi aziende americane, in collegamento via Skype da Santo Domingo: “In Repubblica Dominicana si può fare tutto, purché sia legale!”. Innanzitutto la Repubblica Dominicana è, secondo la Banca Mondiale nel “Doing Business 2008/09”, una indagine volta a offrire una misura quantitativa del business environment in cui operano le piccole e medie imprese, tra i dieci primi Paesi riformatori nel mondo: il Paese ha infatti conseguito riforme significative, come la riduzione dei tempi di apertura di attività commerciali e produttive e l’istituzione del registro di proprietà. Ecco altri motivi principali per investire a Santo Domingo:

  • turismo,
  • facilità della lingua,
  • esenzione dalle tasse per 10-15-20 anni,
  • Paese democratico con un Governo stabile e moderno,
  • ottimo apparato legale a supporto degli investimenti stranieri,
  • accesso preferenziale al mercato degli Stati Uniti, dell’America Centrale e dell’Europa,
  • forza lavoro multilingue, competitiva e qualificata,
  • moderne infrastrutture per il trasporto,
  • infrastrutture di telecomunicazioni avanzate e sicure,
  • costi competitivi,
  • nessuna imposta o diritto doganale per l’importazione di materie prime,
  • zone franche,
  • libero commercio,
  • qualità di vita elevata.

Pianificare e organizzare già dall’Italia

Ho vissuto in Repubblica Dominicana, a Bayahibe, per un anno e ne ho viste, a livelli imprenditoriali, di tutti i colori. Italiani che aprivano attività e le chiudevano dopo tre mesi. Certo. Perché non puoi pensare di aprire un’attività in Repubblica Dominicana, per esempio un ristorante o un bar o una agenzia di escursioni dove ce ne sono già migliaia e magari con poco capitale. Devi fare opportune ricerche di mercato, individuare il settore e la località giusti per investire. Ho visto italiani mollare tutto e investire dopo quindici giorni. Nulla di più sbagliato. “Bisogna prendere consigli da chi vive da almeno tre anni sull’isola e opera con una propria impresa e da professionisti del luogo seri e reali – tiene a precisare Cannizzo -. Il problema è che sotto le palme e il sole abbassiamo le difese facendo poi passi falsi. Invece nell’internazionalizzazione sono importanti confronti e controlli. Noi siamo operativi sul territorio da 10 anni. Conosciamo il Paese molto bene e vantiamo i migliori contatti e appoggi per avviare una impresa. E il business c’è dove c’è un problema. Non è importante la cifra dell’investimento, l’importante è che sia proporzionale al tipo di persona”. Quindi non partire sprovveduto, ma pianifica e organizza tutto già dall’Italia.

I principali settori di sviluppo in cui investire sono: industria, manifattura, servizi, commercio, agricoltura, minerario, turismo, immobiliare, telecomunicazioni e Itc, energia, trasporti, sanitario, cinematografico.

Le leggi che offrono incentivi ad alto valore:

  • legge 171/07 per pensionati e soggetti da rendita da fonti straniere: l’obiettivo è concedere ai pensionati e ai soggetti che percepiscono una rendita economica da investimenti esteri, che risiederanno in Repubblica Dominicana, stessi benefici e estensioni concesse per gli investitori stranieri residenti all’estero;
  • legge 08/90 per beneficiare di zone franche industriali con esenzione imposte per 10-15-20 anni: lo scopo è incentivare la creazione di nuove zone franche di esportazione, così come sviluppare già quelle esistenti, per mezzo dell’attuazione del suo regolare funzionamento;
  • legge 392/07 per la competitività dell’industria: l’obiettivo è creare una struttura istituzionale che stimoli il rinnovamento, la innovazione e modernizzazione industriale, per conseguire una maggiore diversificazione dell’apparato produttivo dominicano attraverso l’incentivo di distretti e parchi industriali;
  • legge 57/07 per le energie rinnovabili: lo scopo è incentivare lo sviluppo di nuove forme di energie provenienti da risorse naturali rinnovabili che minimizzino l’impatto dannoso all’ambiente, mediante il conferimento di incentivi fiscali che motivino le imprese a produrre energia mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili;
  • legge 28/01 per gli insediamenti industriali alla frontiera con Haiti come le province di Pedernales, Indipendencia, Elías Piña, Dajabón, Montecristi, Santiago Rodríguez y Bahoruco: l’obiettivo è promuovere lo sviluppo e la crescita economica delle zone frontaliere;
  • legge 16/95 per gli investimenti stranieri. I beneficiari sono l’investitore straniero, il coniuge e figli. Lo scopo è garantire un trattamento paritetico e non discriminatorio per l’investitore straniero, con la possibilità di rimpatriare all’estero in moneta di qualsiasi valuta il 100% del capitale investito e anche i benefici ricavati dall’investimento;
  • legge 56/07 per l’industria tessile. Poiché sono considerati di priorità nazionale i settori di pertinenza alla catena tessile, lavorazione di pellame, fabbricazione di calzature, manifattura del cuoio, l’obiettivo è conferire all’industria tessile un trattamento fiscale speciale, simile a quello conferito nelle zone franche;
  • legge 84/99 per le esportazioni: lo scopo è l’eliminazione del carico impositivo risultante dai materiali incorporati nei prodotti esportati;
  • legge 158/01 per il turismo: l’obiettivo è incentivare lo sviluppo e la costruzione di progetti con finalità turistiche in diverse zone geografiche del Paese.
  • legge 108/10 per la produzione cinematografica: lo scopo è incentivare lo sviluppo dell’industria cinematografica come meccanismo per la diffusione della cultura dominicana e dello sviluppo economico (leggi anche La Repubblica Dominicana sarà l’Holliwood dei Caraibi).

Se sei una piccola, media o grande impresa e ti interessa l’export in Repubblica Dominicana,
contattami (santodomingoforever@danielalarivei.com).

aula piena di gente per l'evento su come lavorare in e con la repubblica dominicana

Aula affollata al workshop del 28 gennaio presso la Camera di Commercio di Milano

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