italiano morto a santo domingo

Italiano trovato morto a Santo Domingo. Isola pericolosa?

Un altro italiano trovato morto a Santo Domingo, precisamente a Pedernales, nella costa sud ovest dell’isola. Non è il primo caso. Di italiani morti a Santo Domingo ce ne sono stati parecchi, specie negli ultimi anni. In questo caso si tratta di un collega, Paolo Moschini, giornalista di Mantova. Sarebbe morto a seguito di un’aggressione o per overdose di alcol. La notizia è comparsa su molti giornali e sul web. E alla notizia di un italiano trovato morto a Santo Domingo, in rete si legge di tutto e soprattutto si cerca una risposta alla domanda se sia un’isola pericolosa. Ti dico cosa ne penso io, in base alla mia esperienza. Ne ho parlato comunque anche in Ma Santo Domingo è pericoloso?

Santo Domingo non è idilliaco, come nessun Paese

Non esiste nessun Paese perfetto, idilliaco. Ogni Paese, chi più chi meno, registra un tasso di delinquenza. La microcrimanilità è ovunque, anche in Italia. Anzi, da certi punti di vista, come il femminicidio, l’Italia è ai primi posti. Io di Santo Domingo ne parlo e ne scrivo bene e male. Diffida da chi ti vende questo Paese come un paradiso, perché non lo è. Perché nessun Paese è un paradiso. La cronaca nera esiste anche a Santo Domingo! Santo Domingo ha tanti lati positivi così come altrettanti negativi. E’ un Paese corrotto, assattanato di soldi, con un alto tasso di prostituzione, droga e alcol. Ma per quanto mi riguarda ovunque ci si trova nel mondo, Italia compresa, bisogna muoversi sempre dettati dal buon senso.

I dominicani: popolo cordiale e gentile

In genere i dominicani sono davvero un popolo cordiale, gentile, sorridente, ma esiste anche il delinquente, come esiste in tutte le parti del mondo. Io ho trovato anche tanti dominicani per bene e specie nei paesini lontani dal business turistico, come quelli del sud, come Pedernales, dove non c’è l’ombra di un hotel, o nell’entroterra verso Montecristi.

Io, bianca e sola a Santo Domingo per un anno

Io ho vissuto un anno in Repubblica Dominicana, da sola. E non mi è successo mai niente. Sono arrivata a Santo Domingo il 27 settembre 2013 e ci sono rimasta fino al 4 ottobre 2014: un anno giusto sabbatico. La mia dimora fissa era Bayahibe, un paesino di pescatori. Sono arrivata con la mia compagna di viaggio, nonché fedele fotografa nonché amica come una sorella, Simona, che è stata con me solo un mese. E siamo arrivate con tutte le paure che ci avevano messo addosso dall’Italia: “attenzione, è un posto pericoloso”. Ebbene, la prima sera che siamo arrivate con tanta paura siamo uscite nel centro del paese imbattendoci in dominicani molto festaioli. Ci siamo sedute come due scolarette davanti a un colmado, il tipico minimarket locale. Dopo un’ora e mezza che nessuno si degnava di noi ci siamo guardate e chieste se questo era il Paese della violenza che tanto ci avevano descritto e prospettato. Santo Domingo è un Paese molto amato dagli italiani per il clima, che fa bene alla salute, e i ritmi di vita, e il fatto che il collega italiano trovato morto a Santo Domingo ci andasse spesso ne è una dimostrazione.

I miei reportage a Pedernales, ai confini di Haiti

Ho fatto tanti reportage per il blog di Vanity Fair, nontornopiu.vanityfair.it, e mi sono trovata, anzi ci siamo trovate, io e Simona in località sperdute, isolate, ci siamo perse e riperse, abbiamo chiesto aiuto ai locali in zone dove potevano veramente abusare di noi, rapinarci, violentarci e ammazzarci. Sto parlando proprio della zona di Pedernales ed è proprio in quei momenti che ci siamo dette che se non ci succedeva qualcosa non ci sarebbe mai più successo niente in quell’isola bella, ma tanto loca. Siamo state anche in luoghi malfamati come Los Mulos, quartiere de La Romana, ci siamo addentrate e confuse con i delinquenti che vanno per la calle con pistola e machete. Ma lo abbiamo fatto perché ci siamo appoggiate a “guide” sicure e affidabili.

Consigli per vivere bene a Santo Domingo

1) Non cercarti problemi

Molti dicono che Santo Domingo è pericoloso se cerchi il pericolo, se ti cerchi i problemi. Per esperienza personale confermo. Poi per carità, la sfortuna è sempre in agguato, ma in linea di massima è così. Ho visto, incontrato, conosciuto italiani che hanno avuto problemi molto seri a Santo Domingo, dalle minacce alla violenza, dalla rapina alla galera, ma erano persone che quei problemi se li sono cercati. Perché oltre all’ingenuità il problema è che a Santo Domingo tutto si può, tutto è easy, tutto si può comprare. E allora scompaiono limiti. Ci sono persone che arrivano in quest’isola e fanno cose che in Italia mai più si sognerebbero di fare. Dico sempre che non è una questione di Paese ma di personalità. Qui è facile perdersi, per brutti affari, per droga, per sesso. Ma così è un po’ ovunque. Quindi è una questione di avere la testa sul collo, altrimenti sì, è più facile trasgredire, perdersi e avere la mano facile con i soldi. E allora può essere pericoloso.

2) Non essere ingenuo

Durante il mio anno sabbatico mi sono resa conto che molti italiani arrivano a Santo Domingo pensando che sia l’isola felice, dove tutti sono amici (lo si pensa specie tra connazionali, sbagliando!) grazie al mare, al sole e alle palme, un po’ di bachata e merengue, e dove tutti sono cordiali, gentili. Ma tutto questo non è sinonimo di affidabilità. Spesso gli italiani che arrivano a Santo Domingo peccano di ingenuità. Un giorno ho sentito un ragazzo, che si era trasferito a Bayahibe con moglie e tre bambini, dire che le grate rappresentano il folclore della Repubblica Dominicana.

3) Metti in pratica queste accortezze

In tutto il mondo ci vogliono prudenze e accortezze, come:

  • chiudere bene le porte di casa quando si esce,
  • dare poca confidenza agli estranei anche se i dominicani hanno il sorriso più bello del mondo,
  • fare attenzione a uscire di notte, come faresti a Milano,
  • evitare quartieri malfamati,
  • non ostentare ricchezza (borse e abbigliamento firmati, oro al collo), come non lo faresti in stazione Centrale a Milano,
  • uscire solo con il necessario, lasciando a casa documenti e carte di credito, senza andare per strada con il portafogli in mano,
  • evitare manifestazioni o proteste.

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Foto: Daniela Larivei e Simona Furlan

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