travel blogger un blog di viaggi è un lavoro

Travel blogger: quando un blog di viaggi è un lavoro

Qualche giorno fa ho inviato un comunicato stampa ai media per il lancio del progetto “Viaggi con le blogger” di Criand Tour Operator che ho ideato e che coordino ( leggi questo post per saperne di più). Mi risponde via email una collega giornalista del secondo gruppo editoriale italiano. Che, vantandosi, mi ha risposto che la testata per cui lavora, storica, e la cui redazione è composta da giornalisti professionisti, non si sarebbe mai abbassata a promuovere un progetto dove di mezzo ci sarebbero state le blogger.  Ebbene, cara collega giornalista professionista (che lo sei quanto me), essere travel blogger, se lo si fa bene, vuol dire essere un professionista. Ecco perché

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paesi della cocaina

“Coca-travel”: viaggio di un criminologo nei paesi della cocaina

Dalle comunità indigene e favelas in Brasile, fino alle rotte dei paramilitari e dei guerriglieri in Colombia. E poi, ancora, le terre di nessuno in Nigeria, le alture solitarie in Bolivia e la nebbia del Perù, passando per Santo Domingo e Costa Rica. Coca-Travel-Viaggio sentimentale di un criminologo lungo le rotte dei narcos è un libro-racconto del criminologo italiano Silvio Ciappi, pubblicato da Oltre Edizioni (lo puoi trovare su Amazon.it, 5,99 euro) nei paesi della cocaina. Dal mini-sequestro lungo una strada carovaniera per il Niger, alla cattura di un narcotrafficante in un quartiere ricco di Bogotà, dal volto Aña, magistrata in prima linea nella lotta ai trafficanti, alla Repubblica Dominicana come punto di smercio della droga verso Porto Rico e States sono solo alcun fatti e personaggi raccontati nel libro. Di seguito, l’intervista all’autore e qualche passo del suo libro-racconto. Da leggere.

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professioni del futuro

Le professioni del futuro riguardano anche le palme

Saranno proprio le professioni del futuro (leggi anche Le nuove professioni per lavorare ovunque e in autonomia) a far uscire dalla crisi e che entro il 2025 faranno tornare positivo il saldo occupazionale italiano: è quello che prevede InTribe, società specializzata nello studio di nuovi trend che aiutano le imprese a competere e che è stato presentato giovedì scorso, 23 marzo, in occasione del convegno “Le professioni del futuro” alla Confcommercio di Milano. Le professioni del futuro hanno una ricaduta mondiale. Ma non bisogna vederle come un rischio ma una opportunità: potrai essere un nomade digitale e lavorare felicemente sotto le palme e davanti a un fantastico mare caraibico.

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Vai in pensione in Repubblica Dominicana!

Sono sempre di più i pensionati che, specie per necessità, decidono di lasciare l’Italia e trasferirsi all’estero in Paesi dove la pensione vale di più e dove possono anche trascorrere la propria vecchiaia con meno problemi. Sono infatti oltre 36mila i pensionati che hanno lasciato l’Italia tra il 2003 e il 2013, poco più di 5mila solo nel 2014: tra questi molti hanno deciso di trascorrere la pensione in Repubblica Dominicana. E l’Inps spedisce ogni mese, in oltre 130 Paesi del mondo, circa 370mila pagamenti.

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5 consigli per vivere a santo domingo

5 consigli per vivere a Santo Domingo

L’altra sera, parlando con un imprenditore italiano che costruisce case in Repubblica Dominicana, è emerso un concetto che condivido in pieno: esportare e imporre la cultura italiana in quest’isola è sbagliato. Anche perché altrimenti tanto vale rimanere in Italia. Civilizzare un Paese non vuole dire renderlo a immagine e somiglianza dell’Italia. Credo che una delle cose più belle e performanti del vivere all’estero sia proprio quello di apprendere i lati positivi di una cultura diversa. E anche quella dominicana, checchesenedica, ne ha. Viaggiare e vivere bene con la mente e fisicamente è importante. Ecco allora  5 consigli per viaggiare e vivere “leggeri”, aggiungo io, a Santo Domingo, tratti dal  libro di Beppe Severgnini “La vita è un viaggio” edito da Rizzoli (www.rizzoli.eu).

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