paola filippini

Paola Filippini ha ragione, ma anche il datore di lavoro

Io il post di Paola Filippini non lo condivido in pieno. Il suo post l’avevo visto per caso su Facebook, perché qualcuno, condividendolo, ha fatto sì che apparisse sulla mia bacheca. A dire il vero inizialmente pensavo fosse uno scherzo. Non credo a tutto quello che gira su questo social. Poi giovedì mattina, al mio appuntamento settimanale con Gioia, leggo a pagina 41 un articolo a cura di Alessandra Di Pietro, che parlava appunto del post di Paola Filippini e della sua storia. E mi è venuta un po’ di rabbia perché allora io dovrei rendere virale un post su un argomento altrettanto da troppo tempo taciuto: i ricatti, i soprusi che chi non ha figli deve invece subire dalle colleghe mamme e dal datore di lavoro. In ogni caso credo, come spesso accade, che la verità stia nel mezzo. Ha ragione in parte Paola, e ha torto in parte il datore di lavoro.

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3 cose da sapere per trasferirsi all'estero

3 cose da sapere per trasferirsi all’estero

L’altra sera una mia cara amica veterinaria mi ha chiesto dove doveva informarsi per sapere se la sua laurea in veterinaria, conseguita in Itala, è riconosciuta all’estero, in particolare in Egitto. Vorrebbe cambiare vita, vivere sotto il sole tutto l’anno, ovvero trasferirsi sul mar Rosso, in Egitto, e continuare a fare la veterinaria pagando meno tasse. I titoli universitari italiani sono in genere riconosciuti solo in patria. All’estero valgono poco se non nulla, ovvero vanno integrati ancora con altri esami. Poi ci sono paesi come Santo Domingo dove puoi insegnare italiano a scuola senza avere la laurea, ma questo è  un altro discorso… Se hai desiderio prima o poi di trasferirti e lavorare all’estero gioca d’anticipo. Ecco 3 cose da sapere per trasferirsi all’estero: impara l’inglese e la lingua locale, cerca prima lavoro e se studi considera l’opportunità dell’Università Niccolò Cusano, con sede in Italia e a Londra, che rilascia un titolo di laurea riconosciuto sia in Italia sia nel Regno Unito.

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blog di viaggi

Così guadagno con il mio blog di viaggi

Da quando è nato danielalarivei.com ho avuto grandi soddisfazioni fin da subito e dopo cinque mesi avevo già  monetizzato, anche se poco. E siccome lo scopo di un blog, non solo di viaggi, è avere un tornaconto e nel migliore dei casi un guadagno, ti dico come io ci sono riuscita e perché ho deciso di raccontartelo ora. Ma ci sono diversi modi per trasformare un blog di viaggi in un lavoro (per approfondire Travel blogger: quando un blog di viaggi è un lavoro).
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5 modi per viaggiare in modo sicuro

5 modi per viaggiare in modo sicuro

Un blog è come un figlio. Il mio blog, per me, è come mio figlio. E quando lo trascuro sto male. L’ho trascurato per quattro giorni. Ma per una giusta causa: per una formazione nel settore travel. Una quattro giorni di formazione davvero intensa ma bella, emozionante, e anche divertente, anche se a Firenze c’era un caldo torrido. Ma rieccomi con un travel post dove consiglio 5 modi per viaggiare in modo sicuro giocando d’anticipo con una buona organizzazione per evitare imprevisti e… ansia!
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vendere se stessi

Come saper vendere se stessi ai Caraibi

Ho letto di recente un commento di una travel blogger che puntava il dito contro altri travel blogger che mettono emozioni e sentimenti, anche dolore, nei loro post. Non lo condivido. Un blog e un blogger si distinguono proprio per questo, per le emozioni e l’immedesimazione. Ancor meglio poi, se si è un travel blogger specializzato. Poi ho frequentato un corso di personal branding presso l’associazione Afrodite di corso Di Porta Nuova 38 a Milano tenuto da Andrea Colombo Lozza, esperto di comunicazione e marketing e fotografo (www.fotolozza.com) e ne ho avuto la conferma: le proprie emozioni in un post sono importanti e oggi è fondamentale saper fare personal branding, ovvero vendere se stessi, ovunque ci si trova. E io aggiungo che anche ai Caraibi bisogna saper vendere se stessi!
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