come scegliere la razza di cane giusta per se stessi

Come scegliere la razza di cane giusta per se stessi

Se vuoi sapere come scegliere la razza di cane giusta per se stessi devi leggere Piacere di conoscerti. Capire i cani con le motivazioni di razza,  ed. Tea (su Amazon), di Elena Garoni, medico veterinario comportamentalista e istruttrice cinofila, docente presso i Master di medicina comportamentale e istruzione cinofila dell’Università di Parma. Un libro per conoscere cosa desiderano i cani e, forse, per chiederti cosa desideri davvero per te. Un libro sulle razze dei cani. “Un altro” dirai tu, perché in effetti in commercio ce ne sono già tanti. Ma questo è un libro diverso e continuando a leggere saprai perché. 

Non è un libro per convincerti a comprare un cane

Come ho già detto, ci sono tanti libri che parlano di cani e delle diverse razze esistenti. Ma questo è un libro diverso, perché:

  1. spiega le razze secondo le motivazioni del cane;
  2. è scritto con una sottile ironia ed è cinico al punto giusto, avvertendo il potenziale futuro proprietario a cosa potrebbe andare incontro…: prima di scegliere la razza, cerca di capire chi sei veramente tu. Per esempio, se sei una persona che ha una vita molto mondana e la casa piena di amici, magari puoi evitare di prendere un Rottweiler; se vuoi un cane non rissoso e dedito alle regole allora devi optare per un Border Collie (a proposito, leggi Come rendere più bello il pelo di un Border Collie); se ti danno fastidio i baci e le leccate di un cane, lascia perdere i Boxer (leggi il mio post Archibald, la mia prima esperienza con un boxer).
  3. non vuole convincerti a comprare un cane. Anzi. In Italia canili, associazioni, enti vari sono pieni di cani in cerca di una famiglia. Forse non è proprio necessario aumentare il numero di cani in Italia e nel mondo incentivando gli allevamenti;
  4. invita a trattare il cane come un cane, nel senso buono e veritiero del termine, ovvero ti insegna a rispettare la sua natura, perché questo vuol dire prima di tutto amare gli animali. Pensiero che sposo in pieno perché io amo follemente gli animali e proprio per questo non li umanizzo, semplicemente li rispetto, insieme ai loro desideri e bisogni;
  5. informa che per alcuni cani non c’è educatore che tenga: non ascolteranno mai;
  6. alla fine, e proprio alla fine del libro, l’autrice mette in evidenza il meticcio in cui le qualità fisiche sono messe in primo piano rispetto a quelle estetiche e che se va bene vivrà vent’anni. La dottoressa invita poi a scegliere “gli incroci, e mai i cani di razza troppo piccoli, o con il naso troppo corto o con la testa troppo tonda perché sono dei prodotti del maltrattamento genetico e vittime del nostro gusto per l’eccesso. Loro ci rimettono la qualità della vita e noi rischiamo di piangere per la loro prematura scomparsa”.

Il cane si rispetta, non si umanizza

Prendere un cane non è un gioco. È un grande impegno: economico, psicologico, di tempo. Amare un animale poi come detto non vuol dire umanizzarlo ma rispettarlo. Rispettare la sua natura, di cane. “Sganciate il guinzaglio, fateli muovere liberamente, non dategli nessuna indicazione. Se c’è un altro cane è meglio (…). Ci sono pericoli di incidenti stradali, e risse fra cani e aggressioni sanguinose. Certo, c’è la vita là fuori. Forse si può trovare un equilibrio fra la mania di controllo e la superficialità; fra il rispetto dell’altro e l’espressione della libertà pura dell’individuo. Non dico di trasgredire le regole: dico che alcune vanno proprio cambiate. Le regole scritte nei regolamenti cittadini, ovvio. Ma anche quelle non scritte, ma valide fra quelle strane creature proprietarie di cani: che le pipì non si annusano, che libero ti perdi, che fra maschi non ci si incontra mai, che i cani grandi sbranano i cani piccoli, che puoi non uscire tanto ti basta il giardino. Liberi: prendete delle precauzioni, ma lasciateli liberi. Quello che vedrete non potrà mai essere scritto su un libro”.

Come scegliere la razza di cane giusta per se stessi

Un cane va scelto secondo le sue motivazioni. Ma cos’è una motivazione? È cosa il cane si aspetta dal mondo e cosa cerca nel mondo, ovvero il binomio bisogno più desiderio.

Tutti i cani possono esprimere tutte le motivazioni di specie (che elenco sotto): è il volume di espressione e la frequenza di utilizzo che cambiano a seconda della razza. Quindi ce ne saranno alcune più comode per il nostro modo di vivere e altre decisamente più impegnative. Ecco perché è bene analizzare il nostro modo di essere e vivere per poi scegliere il cane in base alle sue motivazioni. Le motivazioni servono anche per capire  quale cane scegliere per un appartamento, quale cane scegliere per i bambini, che cane prendere per la prima volta.

Ecco le principali motivazioni:

  1. affiliativa: fortissima, gli fa ricercare l’appartenenza a un gruppo ristretto;
  2. comunicativa: lo aiuta a capire le esigenze dell’altro e a far comprendere le proprie;
  3. epimeletica: lo fa desiderare di prendersi cura dei suoi famigliari;
  4. sociale, può essere indirizzata a soggetti della stessa specie (intraspecifica) o di specie diverse (interspecifica): permette al cane di farsi degli amici e di essere disponibile ad accettare le richieste di relazione;
  5. territoriale: gli fa difendere gli spazi che sta occupando;
  6. protettiva: per tutelare i membri della famiglia;
  7. possessiva: indispensabile per non farsi sottrarre un bene di valore;
  8. competitiva: è la pura felicità di dimostrare la forza e la determinazione, ma anche l’astuzia di conquistare una risorsa;
  9. collaborativa: è la bellezza di sapere che le cose si fanno meglio se non si è da soli ed è indispensabile sia per procurarsi da mangiare sia per conservare la serenità famigliare;
  10. sillegica: per prendere in bocca quella cosa interessante e trasportarla in un luogo sicuro;
  11. predatoria: che gli consente di cacciare;
  12. perlustrativa: che gli permette di mappare un territorio;
  13. cinestesica, che sostiene il suo bisogno di movimento.

Alcuni esempi per scegliere il cane adatto a se stessi

Farò solo qualche esempio di razza secondo le motivazioni appena elencate, il tutto tratto appunto dal libro, perché da una parte non voglio essere tediosa e il libro va assolutamente letto, dall’altra voglio che il focus di questo post sia appunto, più che un elenco di razze, il messaggio che un cane è un essere senziente che ha i suoi desideri e i suoi bisogni; è un impegno e una grande responsabilità perché prima di tutto dovrai renderlo felice, in caso contrario forse è meglio lasciare il cane dov’è. Se non hai tempo o voglia, è meglio dedicarsi ad altro. In caso contrario, la tua vita non potrà che essere meravigliosa.

Setter, cane da divano

I Setter (ti consiglio di leggere il mio post Phoebe, la Setter Inglese che ripara il wifi!), dalla tipica andatura a zig zag, per renderli felici vanno lasciati liberi. Hanno una robusta motivazione perlustrativa e predatoria. Tanto sono adesivi in casa, tanto sono indipendenti in libertà: sembrano avere la testa piena di farfalle, mentre setacciano la pianura.  Sociali con tutti, fin troppo pazienti, con i cani sono gentili e spesso timidi nell’approccio. Non sono cani da esterni: sono tutti tenacemente affiliativi, caparbiamente devoti alla famiglia, al divano e al caminetto. La motivazione collaborativa è altissima, perché  la tecnica di caccia lo richiede. Se vuoi un Setter, non puoi vivere di lavoro, casa e palestra. Questi cani, come noi, hanno bisogno di attività all’aperto. Tutti i giorni, e se piove a loro piace anche di più.

Beagle, un cane sincero

Fa parte dei segugi. Pertanto, devi amare fare lunghe passeggiate quotidiane nei boschi e non soffrire di ansia da controllo. Non è quasi mai aggressivo ed è da sempre abituato ad accettare nuovi componenti della casa e ospiti, perfino gatti e neonati. Non chiedergli però di esibirsi in prove di obbedienza o giochi di riporto, in compenso non ti deluderà nelle ricerche olfattive e in tutti i problem solving che coinvolgono l’olfatto e un premio in cibo. Se scegli un segugio devi saperlo: perlustrare scordandosi di te è un suo desiderio e un suo bisogno. Altissime le motivazioni  predatoria, perlustrativa, esplorativa, cinestesica, comunicativa, sociale e affiliativa. Bassissime la protettiva, la territoriale, la possessiva, la competitiva, la sillegica e la collaborativa. Cane sincero, il Beagle.

Il bassotto: da non sottovalutare!

A parte il Bassotto a pelo lungo, che a tutti gli effetti dimostra una grande versatilità e una infinita pazienza, e può davvero essere inserito tra i cani da compagnia, gli altri, fidatevi, proprio no. I Bassotti hanno desideri da Terrier: predatori e competitivi come scelta di vita; cinestesici a dispetto della loro conformazione teratogena; territoriali grazie ai sensi sempre all’erta; amichevoli con gli estranei come un filo spinato. Molto affettuosi, pertanto possessivi e gelosi. Tendenzialmente insofferenti a tutti gli altri cani sulla terra, li allontaneranno con un abbaio incoercibile a chilometri di distanza, altro che passeggiata rilassante. E con le persone – e i bambini – saranno pronti a provare la loro dentatura su polpacci e manine imprudenti.

Rottweiler, protettivo e territoriale

Come scritto all’inizio del post, se hai molti amici che frequentano casa tua, un Rottweiler non fa al tuo caso, perché le sue motivazioni protettive e territoriali potranno decisamente inficiare la tua vita sociale. Un Rott è un guardiano dello spazio e una guardia del corpo. Sebbene sia sillegico, e quindi ami rincorrere palline e sia preciso nel riportarle, quando c’è di mezzo un oggetto si accendono facilmente le motivazioni possessiva e competitiva. È per questo che il Rott può diventare pericoloso in famiglia, perché nei nostri appartamenti ci sono troppi pretesti di scontro e troppo poco spazio. Non è stato il Rottweiler a venirti a  comprare, e forse, se così fosse sarebbe stato più avveduto nella scelta. Difficile che diventi amico di tutti, ed è giusto, perché la motivazione sociale non può esistere in un cane da guardia, ma grazie a una motivazione affiliativa altissima e a una sensibilità fuori norma potrà succedere che i tuoi amici diventino suoi amici. I tuoi nemici, invece, no.

Cani giapponesi: cani difficili e solo se ami il silenzio

Chi sta pensando di prendere in affido un cane giapponese dovrebbe amare il silenzio e la quiete, essere scevro da tormenti interiori e non sentire il bisogno di un giro in centro o una pizza con gli amici: praticamente un samurai. Non è un cane socievole. La motivazione affiliativa è stretta al gruppo famigliare tradizionale. La motivazione sociale è praticamente inesistente, motivo per cui è difficile vederli in area cani. A questo si aggiungono una motivazione protettiva da veri samurai, una motivazione perlustrativa e predatoria molto ridotte. L’Akita Inu ha questa fama di cane difficile: fama integralmente meritata.

Ma il meticcio è sempre il meticcio

Oggigiorno si è in pieno maltrattamento genetico: molti allevatori hanno scelto di ignorare caratteristiche importantissime per la qualità della vita e per il benessere del cane a favore di tratti estetici del tutto secondari. Queste scelte hanno ripercussioni serie sul cane ma anche sulla famiglia che lo adotta che potrà andare incontro a elevate spese veterinarie, a lunghi periodi di riabilitazione comportamentale e spesso a ridotta lunghezza di vita del loro prezioso cane di razza.

Quindi il meticcio è perfetto? Certo che no: è spesso indisciplinato e fonte di grandi preoccupazioni; fra l’altro, muore come tutte le creature viventi. Rispetta però la tradizione dei detti antichi: la statistica conferma che il bastardino è più sano. La versatilità e l’adattabilità, che comunque permangono in buona misura in tutti i cani, lo è ancor di più nei meticci.

Inoltre, possiede una caratteristica che ce lo rende ancora più caro: è unico al mondo, esattamente come noi.

Ti consiglio di leggere vivamente questo libro, poi dimmi nei commenti cosa ne pensi! 

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