Ansia da separazione nel cane

Ansia da separazione nel cane (e nel padrone): 6 consigli per attenuarla

L’ansia da separazione nel cane è un disagio molto diffuso. Io accudisco molti cani con l’ansia da separazione (ma di conseguenza ce l’hanno anche i padroni!). E può essere in effetti un problema perché non solo non posso allontanarmi per evitare che abbaino incessantemente o mi distruggano casa, ma perché mi devo anche organizzare in tempo con la spesa e vari impegni.  Quindi se il tuo cane soffre di ansia da separazione puoi seguire questi 6 preziosi consigli. 

Ansia da separazione nel cane: di cosa si tratta

L’ansia da separazione è un disagio che il cane manifesta quando si sente, o rimane, da solo. La riconosci perché quando torni a casa, per esempio, troverai cuscini e divani distrutti, libri o soprammobili a terra, oppure i vicini di casa che ti dicono, magari infastiditi, che il cane ha abbaiato incessantemente per tanto tempo.

“Ci sono cani che dimostrano ansia anche solo quando perdono di vista il loro punto di riferimento dentro casa, se non possono seguirlo fisicamente o anche solo con lo sguardo. E altri che invece soffrono di questo problema quando la famiglia esce di casa lasciandoli realmente da soli” spiega Maria Chiara Catalani, veterinario esperto in comportamento animale riconosciuto Fnovi e presidente Sisca – Società italiana Scienze comportamentali applicate – medicina comportamentale).

Ansia da separazione nel cane: le cause

In genere, i cani che soffrono maggiormente l’ansia da separazione hanno subìto un distacco troppo precoce o traumatico dalla mamma.

Non solo. Anche il tipo di legame che il cane, in giovane età, ha sviluppato con uno o più componenti della famiglia. Quando si vive con un cucciolo, infatti, si è spesso portati a coccolarlo continuamente, dargli attenzioni quando cerca il nostro contatto continuo e tenerlo molto in braccio per proteggerlo, finendo con il limitare le sue esplorazioni.

“Sicuramente è importantissimo essere rassicuranti e presenti con un cucciolo che cresce e che ha bisogno di riferimenti – continua Catalani -. Ma è altrettanto importante dargli delle opportunità per sperimentare le sue capacità di autonomia, facendolo con il giusto metodo e la corretta gradualità e tempistica. In questo modo il cane verrà abituato sin da piccolo a essere più indipendente e autonomo.”

Ansia da separazione nel cane

Cane triste sul divano

Ansia da separazione nel cane: i sintomi

Cuscini e divani distrutti, stipiti della porta rosicchiati (a me è successo!), abbai e ululati continui, bisogni in giro per la casa… Sono le risposte del cane che soffre di ansia da separazione e che rimane da solo a casa, anche per poco tempo. Oltre a far creare danni e infastidire il vicinato (ma per quanto riguarda questo ultimo aspetto, sinceramente poco mi importa), l’ansia è nociva anche per la salute del cane, che si dimentica di bere e riposare perché incapace di calmarsi.

“L’eccessiva dipendenza provoca questa reazione che porta il cane a pensare di non riuscire a sopravvivere senza la propria famiglia. L’ansia, espressa in quei danni che noi erroneamente pensiamo siano dispetti, in alcuni cani è davvero violentissima. Si agitano, ci cercano, annusano in giro, leccano, mordicchiano oggetti per provare a calmarsi, hanno dissenteria dovuta ad attacchi di colite e, nei casi più gravi, di panico. Tutto ciò accade contro la volontà dell’animale, che eviterebbe ben volentieri di stare così male. Basta comprendere questo per capire quanto possano essere dannosi la punizione o il rimprovero” spiega ancora Catalani.

In cane non è in grado di fare dispetti

Infatti, il cane non fa i dispetti. Come spiega bene anche Mauro Ferri, veterinario a Collegno (To), e GpCert in Animal Behaviour, ovvero esperto in scienze del comportamento animale: “È importante sottolineare che non si tratta di dispetti, come spesso si crede e si dice. Ma di veri e propri attacchi di ansia legati, se si escludono malattie neurologiche, a problemi del comportamento come il disturbo dell’attaccamento o di iperattività. Il disturbo del comportamento nasce da un eccessivo attaccamento del cane nei confronti del proprietario. Se quindi il cane viene lasciato da solo può andare in ansia. E siccome la masticazione ha un effetto calmante, inizia a distruggere gli oggetti perché masticare può calmarlo. Questo capita perché il cane ha una bassa autostima e pensa di non riuscire a vivere senza il suo punto di riferimento”.

Ansia da separazione nel cane: cosa fare

Ma come aiutare un cane a superare l’ansia da separazione? Appurato che il cane soffre di ansia da separazione, la prima cosa da fare è consultare un veterinario esperto del comportamento.  Oggi il veterinario esperto in comportamento collabora con istruttori riabilitatori per instaurare una terapia cognitivo-relazionale. Che è quella che porta il vero cambiamento, perché lavora su relazione, comunicazione ed emozioni. In alcuni casi potranno servire farmaci o parafarmaci che agiscono sul comportamento.

È consigliato quindi in generale:

  1. rivolgersi al più presto a un veterinario esperto del comportamento che saprà dare il consiglio e l’aiuto più valido a seconda delle esigenze, a trovare una strategia adatta al cane ma anche al nucleo familiare in cui si trova il quadrupede;
  2. non punire o sgridare il cane per il danno che ha fatto proprio perché ciò che spesso si pensa sia un dispetto per averli lasciati soli, in realtà è l’espressione di un profondissimo disagio che il cane vive perché travolto da emozioni negative;
  3. portarlo con sé, se è possibile: oggi molti locali e strutture alberghiere sono pet friendly; l’amico a quattro zampe non solo sarà contento di stare con voi ma anche di farsi una vacanza!
  4. chiedere aiuto a un parente o amico o affidarsi un/a pet sitter (come me, se vivi a Torino) per limitare al minimo il tempo che il cane passerà da solo;
  5. avere pazienza e comprensione, perché l’inibizione o la punizione di sintomi di ansia provocano un peggioramento del problema;
  6. evitare qualsiasi forma di contenimento, come per esempio chiudere il cane in una gabbia oppure in una stanza vuota al fine di limitare il più possibile i danni.

Il consiglio della tata (io)

A tutti noi è capitato nella vita di avere ansia e attacchi di panico (io ho provato tutto!) e chi non li ha mai  provati non può capire come si possa stare male. Ciò vale anche per i cani. Ognuno ha la propria storia e reagisce in modo diverso: non giudichiamo e non ci arrabbiamo, piuttosto cerchiamo di diventare persone e proprietari consapevoli, pazienti e pronti ad aiutare il nostro fedelissimo amico a quattro zampe.

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