come è riconosciuta l'attività di pet sitter

Come è riconosciuta l’attività di pet sitter?

La pet economy registra cifre da capogiro. I pet owner aumentano e con loro anche la richiesta di pet sitter, cioè di figure sempre più professionali che si prendono cura degli animali quando i loro padroni sono al lavoro, assenti per impegni o in vacanza. Una figura, quella del dog o cat sitter quindi sempre più richiesta, tanto che sono nati corsi e proposte per regolarizzarla. Ma quindi oggi come è riconosciuta l’attività di pet sitter? Qui troverai alcune informazioni ma per dettagli più approfonditi ti invito a leggere il mio libro Professione digital pet sitter pubblicato da Dario Flaccovio Editore.

Che cos’è il pet sitting

Pet sitting vuol dire prendersi cura degli animali da compagnia. Più propriamente:

  • il pet sitter è chi va a casa del proprietario dell’animale e lo porta a spasso, gli fa fare i bisogni, lo fa giocare e sgranchire, gli tiene compagnia, gli dà la pappa e lo pulisce quando non riesce a tornare in tempo dal lavoro o quando parte per un week end;
  • il pet host è invece colui che ospita (“host”) l’animale presso la propria abitazione e se ne prende cura fino al ritorno del suo padrone, solitamente per periodi più o meno prolungati.

Non è vero che il pet sitting è un lavoro che fanno solo gli studenti per guadagnare “qualcosa”. Oggi lo fanno diverse persone e di tutte le età, per arrotondare o perché anche loro si stanno reinventando una professione. E per alcuni è davvero l’unico reddito.

Per approfondire puoi leggere il post Come diventare una pet sitter di successo

Un lavoro meritocratico, imprenditoriale e sempre più qualificato

Il pet sitting è un lavoro estremamente meritocratico: gli animali non mentono. Se non piaci, di sicuro non fingono e non sono falsi come gli umani. E se non piaci, non lavori! Se piaci e sei bravo invece lavori un sacco!

Il pet sitting è poi una attività imprenditoriale, autonoma, basata sui clienti. E come tutte le attività imprenditoriali richiede tempo per essere avviata bene, perché bisogna farsi conoscere e fare in modo che i pelosi e soprattutto i loro padroni acquistino fiducia nei tuoi confronti.

Inoltre, la figura di pet sitter è sempre più professionalmente qualificata (leggi Accudire gli animali è un lavoro sempre più qualificato). Perché non ci si deve occupare solo di cambiare la lettiera al gatto, far passeggiare il cane, dare da mangiare e fare due coccole. Ma, per esempio, a volte bisogna somministrare farmaci prescritti dal veterinario, preparare la pappa casalinga al peloso, fare assistenza notturna, accudire animali anziani o malati, gestire le chiavi di casa… È un lavoro, come avrai capito, che richiede tanta responsabilità verso animali e padroni; per entrare meglio nei dettagli ti consiglio di leggere anche il post Le responsabilità del pet sitterInsomma, non è sufficiente amare gli animali per svolgere questa attività: cat e dog sitter devono avere anche altri requisiti.

Un lavoro bello ma molto impegnativo

Se lo si prende seriamente, il pet sitting è quindi tutto tranne che un passatempo, ma un vero e proprio lavoro, tanto da essere stato annoverato tra le professioni del futuro (Le professioni del futuro riguardano anche le palme). Infatti, fare il pet sitter non vuol dire solo pappa e coccole, ma appunto tante altre cose.

È un lavoro abbastanza faticoso, anche psicologicamente, se lo fai in modo quotidiano e serio, perché si può arrivare a lavorare davvero tanto. Sei perennemente in giro, hai la responsabilità dell’animale e ti devi saper interfacciare con i proprietari, a volte più impegnativi dell’animale stesso. Prendersi cura di un animale vuol dire poi anche non temere di pulire casa più volte al giorno, eliminare cacca e pipì e vomito da ogni dove.

In ogni caso rimane un bel lavoro, fatto di pelo e coda. Di amore puro, incondizionato, che dura per sempre. Almeno l’amore. E anche il lavoro se sei bravo.

come è riconosciuta l'attività di pet sitter

Io con i boxer Kalos e Iris

Come è riconosciuta l’attività di pet sitter?

Secondo gli ultimi dati della pet economy, il giro di affari intorno alla professione di pet sitting è di circa 35 milioni di euro per oltre 50.000 pet sitter in Italia. Purtroppo, però la legge non ha ancora deciso come inquadrare il lavoro e ad ammettere che il pet sitting è un vero e proprio lavoro. Quindi, oggi, come è riconosciuta l’attività di pet sitter?

Cosa dice il commercialista

L’attività non è regolamentata. “In realtà l’attività non è regolata o meglio una regolamentazione è prevista solo per i negozi (toellettatura + cura degli animali) e in questo caso, per iniziare l’attività, bisogna chiedere l’autorizzazione al Comune e all’Asl, aprire la Partita Iva e avere un registro chiamato dei corrispettivi dove si indicano i servizi venduti e battuti tramite il registratore di cassa. Ma chi fa il pet sitter non ha un negozio, offre servizi di pet sitting, ovvero porta a passeggio il cane o va a domicilio del cliente per dare da mangiare al gatto. In questo caso la professione di pet sitter non è regolamentata, in quanto per la cura degli animali la normativa prevede solo locali ad hoc per cui il Comune e l’Asl rilasciano l’autorizzazione” afferma Sabrina Della Valle, commercialista presso lo studio Faion a Milano.

La direttiva Inps

Ecco come è riconosciuta l’attività di pet sitter per l’Inps. Secondo quanto riportato dalla Direzione Centrale dell’Inps, l’attività di pet sitter può però essere ricondotta alla categoria generale di lavoro domestico, dato che il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico14 espressamente disciplina le mansioni di chi svolge assistenza ad animali domestici. Pertanto, l’attività di pet sitter può essere svolta anche tramite il Libretto Famiglia, la cui disciplina è prevista dall’art. 54 bis, comma 10, del D.L. 50/2017. Il lavoro domestico, regolato dal CCNL di categoria, per definirsi tale deve essere però continuativo e non sporadico, ossia devono esserci orari stabiliti e scadenze fisse. Aspetti molto difficile da soddisfare.

Ti ricordo che troverai maggiori chiarimenti nel mio libro Professione digital pet sitter pubblicato da Dario Flaccovio Editore.

Se hai bisogno di una pet sitter nella zona di Milano, contattami (pet@danielalarivei.com)!

I dati personali forniti saranno trattati al solo fine di rispondere alla tua richiesta e per aggiornarti sugli ultimi post del mio blog, nel pieno rispetto di quanto descritto nella Privacy Policy. Scrivendo, confermo di aver preso visione dell’informativa.

Guarda anche il mio canale peloso YouTube con tante storie a prova di miao e bau (e non solo!).

Se questo post è stato utile e ti è piaciuto, condividilo!

Rispondo pubblicamente su:

Facebook: Daniela Larivei – Travel Pet (e se vuoi metti Mi piace!)

Instagram: daniela.larivei

Post del blog danielalarivei.com

(Foto di Daniela Larivei. Ringrazio Kalos e Iris per la collaborazione)