Cosa fare se il cane tira al guinzaglio

Cosa fare se il cane tira al guinzaglio – Storia di Perla la renna

Cosa fare se il cane tira al guinzaglio? Leggi questa storia di Perla, una mia dog cliente, che ho raccontato sul n. 12 (10/3/2020) di Confidenze (ma in parte anche nel post Come rinforzare i muscoli delle braccia: ovvero Kalos, Iris e Perla). Una meticcia che avevo soprannominato “la renna” tanto tirava al guinzaglio. Problema ora risolto. Scopri come… Ma prima leggi la sua storia: da Lampedusa a Milano con furore!

Cosa fare se il cane tira al guinzaglio – Storia di Perla

Ecco la storia di Perla, raccontata dalla sua mamma umana, Antonella Fagiolo, e che ho raccontato sul n. 12 (10/3/2020) di Confidenze.

Era il terzo anno che, io e mio marito, Francesco, andavamo in vacanza a Lampedusa. E quell’anno, era luglio 2016, siamo tornati a casa con il souvenir più bello che potessimo portare da un viaggio: Perla.

Fin da quando ero bambina, ho sempre amato i cani e li ho sempre voluti. Infatti, ho sempre fatto diavolo a quattro con i miei genitori per poterne avere uno. E finché ho vissuto a Roma, infatti, ne ho avuti due. Poi quando mi sono trasferita a Milano, per lavoro, un po’ perché sono passata da una casa con giardino a un appartamento, un po’ perché avevo, all’epoca, due bambini piccoli da crescere, ho messo da parte il desiderio di avere un altro, terzo cane. Anche se non nego che ogni tanto a cena usciva l’argomento.

Io e la mia famiglia abbiamo sempre viaggiato molto. Ma tre anni fa non siamo più riusciti a frenare quella tremenda voglia di visitare Lampedusa. E così volammo letteralmente su quella terra. E devo dire che è stata davvero una scoperta sensazionale. Un’isola stupenda, fantastica, circondata da spiagge meravigliose, come quella dei Conigli, bagnata da un mare, quello Mediterraneo, meraviglioso, e abitata da gente squisita.

L’associazione “Il cuore ha 4 zampe Onlus Lampedusa”

Il primo anno che andammo a Lampedusa, il 2013, conobbi  l’associazione “Il cuore ha 4 zampe Onlus Lampedusa”, che raccoglie tutti i cani abbandonati sull’isola. Che sono tanti considerato che sull’isola ci sono poco più di 6mila abitanti. Ogni sera, dopo il tramonto, io e  mio marito passeggiavamo sempre lungo la via principale e turistica di Lampedusa. E ogni sera ci imbattevamo nello stand di questa associazione che era sempre lì presente per fare adottare qualche peloso dai tanti turisti che popolano l’isola durante il periodo estivo.

Cosa fare se il cane tira al guinzaglio

Perla durante la presentazione del mio libro Professione Digital Pet Sitter edito da Dario Flaccovio

Ogni sera sfogliavo il loro book fotografico con tutte le fotografie dei cani che negli anni sono stati adottati e quelli che invece erano ancora da adottare. Ogni sera poi c’era l’evento live, ovvero la presenza di un paio di cagnolini, sempre diversi, che cercavano di conquistare a suon di feste e coccole il cuore dei tanti turisti. Il mio lo avevano conquistato fin da subito, e già dal primo anno dissi a mio marito che sarebbe stato bello prenderne uno… ma ogni anno ci ripromettevamo che ci avremmo pensato e che al massimo ne avremmo adottato uno l’anno successivo. Il secondo anno, il copione si ripeteva tale e quale. Ma il terzo anno, guardai mio marito e gli dissi: quest’anno ne prendiamo uno, uno qualsiasi, ma lo prendiamo. E così è stato. Era il 2016 e non appena arrivammo sull’isola, ci recammo subito all’Associazione che oramai ci conosceva, tanto li avevamo stalkerizzati, e chiesi cosa ci fosse di adottabile. Ne avevano parecchi. E ne vedemmo altrettanti.

Ma anche tra umano e peloso è questione di feeling. Deve scattare quella scintilla che fa innamorare. Che però non ne voleva sapere di scattare. Erano tutti carini, uno più bello dell’altro, facevano le feste saltandoci addosso ma… niente. Alcuni erano cuccioli, ma sarebbero diventati una futura taglia grande e non potevamo permettercelo vivendo in un appartamento con poco spazio. Quindi l’ideale era trovare un cane di taglia media. Ma non era facile individuarlo, dato che quasi tutti erano meticci: era difficile scoprire la razza di padre e madre, insomma di chi fossero figli… In realtà, vidi una cagnolina, ricordo ancora il nome, Mia, mi piaceva tantissimo, poteva essere lei la prescelta. Peccato che questa volta era lei a non essere interessata a noi, evidentemente non le piacevamo. Ci rimasi molto male. Ma non mi persi d’animo e continuai, insistetti nella mia ricerca. Perché io, quell’anno, volevo salvare e portarmi a casa un cagnolino.

Perla, la principessa dell’isola

Poi un giorno, mentre sfogliavo per l’ennesima volta il dog book fotografico, finalmente vidi quello che sarebbe diventato il cane della mia vita. Vidi Perla, questo il nome che le avevano dato, tanto sembrava, e lo è, una principessa, la principessa di Lampedusa, ed esclamai: “Eccola è lei!”. Aveva otto mesi. Ci chiesero se eravamo sicuri. Eccome se eravamo sicuri! Poi volevo un cane femmina perché tra cani precedenti, marito e figli, ero e sono circondata da maschi e uomini. Insomma, anche io avevo diritto a un po’ di solidarietà femminile!

Il giorno dopo incontrai Perla. L’avevano portata allo stand dell’Associazione, sulla via principale di Lampedusa. Ho guardato subito mio marito, ritornai a guardare la piccolina, e dissi, con tono deciso: “Sì, è lei! Presa!”.

Ricordo che era molto impaurita tanto che a un certo punto si nascose in un mobile che c’era nel gazebo dove tenevano un po’ di cose da mangiare e accessori vari e non uscì più.

Perla era stata trovata appena nata in uno scatolone con le sue sorelle. Erano sei cuccioli in tutto. E ognuna stava in un palmo di mano.

Cominciammo così a fare l’inserimento. Iniziammo a trascorrere con lei un po’ di tempo, dapprima con piccole passeggiate serali, poi portandocela a casa nostra, la stessa che affittavamo ogni anno. Un poco per volta imparammo a conoscerci e a prendere confidenza.

E nel frattempo iniziammo le pratiche burocratiche per portarla via, a casa nostra a Milano, dalla sua nuova famiglia. Le avevamo ridato una seconda chance, avrebbe lasciato Lampedusa per Milano, per una nuova vita. Eravamo al settimo cielo.

Purtroppo però ci imbattemmo in alcuni imprevisti: sull’isola, causa mare agitato, mancavano i veterinari, che arrivano da Palermo, per fare i vaccini e mettere il microchip. E dulcis in fundo, sul volo di ritorno, già prenotato mesi prima, non c’era la possibilità di imbarcarla (Come organizzare un viaggio in aereo con un animale). Quindi partimmo a malincuore senza di lei. Ma fu un breve distacco, perché Perla arrivò a Milano qualche giorno dopo accompagnata da una coppia di ragazzi, che rientravano a Milano dalla loro vacanza, con volo di linea Alitalia. E io, felice come una bambina, impaziente ed euforica, me la andai a prendere all’aeroporto di Linate.

Nei giorni successivi concludemmo tutte le pratiche veterinarie e legali e da lì divenne una vera milanese doc. Iniziò così la nostra convivenza, la nostra storia d’amore.

“Equilibrata, educata, ma non sa andare al guinzaglio!”

Sono stata molto fortunata, perché a parte il periodo iniziale, dove era giustamente un po’ scombussolata (ti potrebbe interessare Un rimedio naturale se il cane è stressato) e mi ha distrutto mezza casa, oggi è un cane molto equilibrato, non fa alcun tipo di danno e spesso è un cane-gatto perché ama avere un po’ di indipendenza, per esempio nella cuccia, e guai avvicinarsi!

Perla è davvero una principessa: educata, delicata, rispettosa. Anche se ha un suo carattere, forte, possessivo e geloso. Tutto è suo, anche la casa della nostra dog sitter, guai condividerla con un altro cane! E forse perché è molto territoriale e possessiva, è un ottimo cane da guardia!

Scherzosamente dico che d’altronde è un cane di strada che arriva dal sud Italia! E forse anche per questo ama molto stare al sole. D’estate passa le giornate intere sul balcone. Non ha più il mare, certo, ma ha una famiglia e non è più sola. Mi ricordo che un giorno andai a prendere mio figlio Matteo in aeroporto. Non so cosa le passò per la testa, forse il timore di ritornare a Lampedusa. Tant’è che scappò e dovemmo rincorrerla per tutto il parcheggio di Linate.

Il suo unico problema è che non sa andare al guinzaglio tant’è che è stata soprannominata Perla la renna. Da questo punto di vista c’è ancora molto da lavorare (leggi sotto come il problema è stato risolto).

Un oggetto come souvenir ti ricorda il Paese che hai visitato solo quando lo vedi o lo metti. Perla invece è sempre con me, quindi mi ricorda Lampedusa in ogni istante. Un pezzo di cuore l’ho lasciato là a Lampedusa, ma un pezzo di Lampedusa me lo sono portato a Milano.

Cosa fare se il cane tira al guinzaglio: una pettorina ad hoc!

Come insegnare al cane ad andare al guinzaglio? Per esempio, con una pettorina ad hoc. Recentemente infatti la mamma umana di Perla ha trovato questa soluzione per evitare che Perla tiri. Peccato non averlo capito prima! Ho provato anche io la nuova versione di Perla: in effetti, con questa pettorina, non tira più! È appositamente studiata per i cani che tirano al guinzaglio e si trova facilmente su internet, per esempio Perla ha questa proposta da Zooplus. E ora sì che le passeggiate sono rilassanti!

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(Foto cover di Daniela Larivei)