gatta che non sa saltare

Era Scottish Fold: una gatta che non sa saltare

La scorsa settimana ho avuto come ospite Era, una patatosa e morbidosa Scottish Fold (da Wikipedia) di 11 mesi. Una gatta buffissima, brontolona ma ovviamente bellissima. E hai capito bene. È una gatta che non sa saltare! Un gatto che non sa saltare, mi sembra impossibile! Eppure è così. Era e l’agilità di un gatto sono come il bianco e il nero, il giorno e la notte, la luce e l’ombra…. Tuttavia, da brava gatta ha messo in atto alcune strategie per arrivare ad altezze per lei irraggiungibili…  (Altre storie dei miei pet clienti le trovi qui danielalarivei.com/category/pet)

Era Scottish Fold: una gatta che non sa saltare

I genitori umani di Era, che ho oramai battezzato come palla di pelo di borotalco, tanto il suo pelo è folto e setoso, mi hanno trovato grazie al mio blog e tra me ed Era, che ho conosciuto prima di ospitarla, come in genere faccio, è stato subito amore a prima vista. Era però non è una gatta che ti salta addosso per farti la “pasta”, o in braccio in cerca di coccole, insomma non è una cozza, ma molto indipendente e un po’ asociale. Inoltre, siccome è “donna” e sa di essere bellissima, se la tira tantissimo! In ogni caso, ci siamo volute subito bene. E così dopo qualche giorno, Era è arrivata a casa mia e nella mia vita pelosa, per un breve soggiorno.

Buffa e imbranata nei movimenti

L’unico difetto di Era è che non sa saltare. È davvero un gatto che fa fatica a saltare. Non solo non sa lanciarsi verso altezze panoramiche, ma nemmeno ad altezze a misura di muso! Se prova a saltare direttamente sul tavolo, cade. Sulla cucina, cade e se cammina in bilico per evitare il piano cottura perde l’equilibrio. È riuscita a cadere anche dentro il lavabo del bagno (molto gradito in questi giorni milanesi afosi da tutti i gatti): finalmente raggiunto con un escamotage, una volta dentro ha perso l’equilibrio e si è praticamente seduta con un sordo tonfo. Poi un giorno ha provato a saltare dentro il bidet del bagno, essendo più a portata, ma… niente, è riuscita a cadere anche in quel caso, finendo nella lettiera dove aveva appena fatto i bisogni. Insomma, ad agilità, Era è proprio una frana.

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Ma con i giusti escamotage si fa tutto (o quasi)

Ma essendo un gatto, Era è comunque molto furba e astuta. E così, se non fosse altro per il fresco del lavabo del bagno, ha messo in atto il piano B, quello delle strategie per poter raggiungere almeno i luoghi più interessanti della casa senza cadere. Quindi, per salire sul tavolo, è più veloce e meno faticoso passare per la sedia. Per saltare nel lavabo del bagno, è più veloce e meno faticoso passare per il water, anziché direttamente da terra. Così Era riduce le altezze e con esse il rischio di cadute.

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“Le regole della convivenza le detto io”

Nello stesso periodo in cui ho ospitato Era, c’era anche Bilbo, detto Bilbone, un fantastico ed enorme gattone dagli occhi grandi azzurri. Ho provato a farli socializzare, dato che oramai sono un’esperta di networking felino e peloso in genere, e  che Era è comunque ancora una cucciolona. Ma Era invece non ne voleva sapere. Sono in grado di capire se un gatto è solo asociale o aggressivo. Bilbo voleva giocare e conquistare Era, d’altronde anche lui è un super bellissimo gattone. Le rivolgeva miagolii dolci e le dedicava fantastiche capriole. Era invece non lo desiderava e forse le stava pure antipatico. Povero Bilbone. Anche con me, quasi per ripicca nei miei confronti,  che mi ero permessa di ospitare un altro gatto, era scontrosa. Niente strusciate contro le gambe, niente zuccatine, niente fusa. Potevo avvicinarla poco. E non mangiava quasi niente. Comunque sono riuscita a farli convivere felicemente, ma Era ha dettato le regole per una buona convivenza fin da subito: conviviamo ma lasciami in pace.

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“Sono la regina della casa della tata”

Ma Era era forse anche gelosa: voleva tutta la casa e anche la tata per lei, e invece Bilbo si era rivelato, per lei, un intruso. Infatti, non appena Bilbo ha finito il soggiorno ed è andato via, Era si è dimostrata essere un’altra gatta, una gatta normale se non fosse per la sua mancata attitudine al salto. Si è rilassata, perché era finalmente la regina della casa e mi aveva tutta per lei. Ha iniziato a farsi coccolare anche se borbottando, perché lei borbotta sempre. A fare le fusa. A strusciarsi contro le gambe specie per chiedere la pappa ma anche come ringraziamento (ah, dopo l’uscita di Bilbo ha iniziato anche a mangiare come una disperata). A seguirmi ovunque, a osservarmi mentre mi facevo la doccia a e a fare le capriole. Quando i suoi genitori umani sono venuti a riprenderla non voleva andare via. Come tutti i pelosi che soggiornano a casa di tata Daniela. Non pensavo si ambientasse e di conquistarla. Ma anche questa volta… missione compiuta!

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