I 7 requisiti da avere per fare il pet sitting

I 7 requisiti da avere per fare il pet sitting

In barba a chi sostiene il contrario, fare il o la pet sitter è un lavoro a tutti gli effetti. Il pet sitting è infatti una professione che richiede al pet sitter alcune fondamentali caratteristiche. Ti spiego quindi i 7 requisiti da avere per fare il pet sitting.

I 7 requisiti da avere per fare il pet sitting

Il lavoro da pet sitter è un lavoro a tutti gli effetti che richiede: responsabilità, attitudini pratiche, pazienza, disponibilità, adattamento, problem solving, doti relazionali e di customer care. Ecco i 7 requisiti da avere per fare il pet sitting.

Responsabilità

Innanzitutto bisogna avere una grande responsabilità, perché i tuoi clienti ti stanno affidando il loro animale e sai benissimo che gli animali domestici oggi sono considerati componenti della famiglia e come figli, spesso anche più che dei figli. Devi fare attenzione a tutto, in passeggiata come a casa, che il peloso non non mangi cose strane, che un gatto non vada sul balcone e cada giù perché stava cercando di prendere un uccellino. C’è tanta, ma davvero tanta, responsabilità. Quindi bisogna essere persone responsabili prima con se stesse e poi nei confronti dell’animale e quindi dei padroni/clienti.

Attitudini pratiche

Tra i 7 requisiti da avere per fare il pet sitting, ci sono le attitudini pratiche. Ovvero, bisogna anche avere praticità e non bisogna essere schizzinosi perché fare la pet sitter non vuol dire soltanto dare da mangiare e fare due coccole, ma anche occuparsi di cose poco simpatiche, come raccogliere anche dieci cacche al giorno. Se, per esempio, vai a domicilio a dar da mangiare al micio e vedi che il micio ha vomitato o ha fatto i bisogni in casa è buona norma pulire ed evitare che il cliente quando torna a casa si trovi la casa piena di cacca e pipì.

Pazienza

Lavorare come pet sitter richiede poi tanta pazienza, perché gli animali, come diceva Totò, soprattutto i cani, sono un po’ angeli un po’ bambini e quindi devi avere tanta pazienza perché loro alla fine sono come dei bambini. Hanno sempre bisogno di attenzioni soprattutto quando sono cuccioli, ci vogliono insomma pazienza, predisposizione. Io per esempio non amo particolarmente i bambini (tant’è che non mi sono riprodotta) quindi non avrei mai potuto fare la baby sitter, perché non avrei avuto né predisposizione né pazienza.

Disponibilità

Questa professione richiede molto lavoro durante week end, festività, vacanze estive, pasquali e natalizie. Quindi, se vuoi far diventare il pet sitting un lavoro, devi considerare questo aspetto e rimandare festeggiamenti o riposo in altri periodi. Vedi negozi e ristoranti: a dicembre non chiudono! E ci sono attività che nel mese di dicembre  guadagnano quanto un anno di lavoro!

Adattamento

Fare la pet sitter vuol dire lavorare anche quando fa caldo, ci sono 40 gradi,  oppure fa freddo e ci sono meno 5 gradi, piove o nevica. Insomma, in qualsiasi condizione climatica per cui se sei un pigrone e fai fatica a uscire da sotto il piumone e non ti piace lavorare all’aria aperta, non puoi fare questa attività perché comunque sei perennemente all’esterno, anche solo per andare a domicilio dai clienti. Anche io, in realtà, sono pigra, però devo dire che da quando faccio questo lavoro lo sono molto meno perché questa attività mi ha spronato ad alzarmi presto la mattina e a uscire, oltre che regalarmi tanti altri benefici, come l’attività fisica (leggi per esempio Come rinforzare i muscoli delle braccia: ovvero Kalos, Iris e Perla).

Problem solving

Per fare questo lavoro bisogna poi avere doti di problem solving perché comunque ci potrebbero essere problemi, come in tutti i lavori. Problem solving vuol dire anche fare in modo che non accadano imprevisti o problemi.

L’animale infatti può ammalarsi, oppure può succedere qualsiasi imprevisto, anche senza pensare a cose gravi. Non si deve essere una persona particolarmente ansiosa che va in panico, ma essere in grado di gestire qualsiasi imprevisto, magari anche non legati all’animale. Una volta Snoopy, un mio cat cliente cardiopatico, si è sentito male. Senza farmi prendere dal panico, l’ho portato urgentemente dal veterinario. Oppure, se entri in casa del cliente e vedi che il bagno è allegato, cerchi di risolvere il problema e tutelare l’animale. Oppure noti che una pianta sta morendo o entri in casa e noti che c’è un pacco del corriere davanti la porta: annaffi la pianta o prendi il pacco e lo appoggi sul tavolo. Non sono compiti di un pet sitter, ma sicuramente fidelizzi il cliente e quasi sempre sono disposti anche a pagare di più. Sono valori aggiunti alla tua professionalità che poi il cliente ti riconoscerà senz’altro.

Customer care

Il lavoro da pet sitter richiede poi anche doti di customer care, doti relazionali. Bisogna sì relazionarsi con l’animale ma anche con i clienti e anche in questo settore ci sono clienti e clienti e a volte alcuni sono un po’ più complicati da gestire, quindi se non si hanno doti di  customer care è bene non fare questo lavoro.

Conclusioni

Quindi, ricapitolando: se non ti piace, non hai voglia, non vuoi lavorare nei week end, nei periodi estivi, durante le vacanze pasquali e natalizie, se non vuoi  lavorare all’aria aperta, se non hai pazienza, se non hai doti relazionali con l’animale ma anche con i genitori umani dell’animale, se non sai fare customer care, se non hai doti di problem solving, se non ti piace raccogliere la cacca e la pipì… non è il lavoro che fa per te!

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