responsabilità del pet sitter

Le responsabilità del pet sitter

Fare la pet sitter è un lavoro a tutti gli effetti. Non solo. Richiede molta responsabilità e molte attenzioni nei confronti dell’animale che si ha in custodia. Di seguito ti spiego quali sono le responsabilità del pet sitter. Per approfondire l’argomento in modo molto dettagliato però devi leggere il mio libro Professione digital pet sitter pubblicato da Dario Flaccovio Editore che uscirà a novembre (ma lo puoi già prenotare su Amazon), un manuale utile per affacciarsi a questo lavoro e diventare pet sitter.

Pet sitter: una figura sempre più qualificata

Nell’immaginario comune un pet sitter è una persona molto giovane, spesso studente, che lo fa per iniziare ad avere la propria indipendenza. Nulla di più falso. O meglio. Il lavoro di pet sitter può essere, e oggi lo è sempre di più, una professione a tutti gli effetti e un lavoro a tempo pieno (leggi anche Accudire gli animali è un lavoro sempre più qualificato).

Vediamo il significato di pet sitter. È una persona che accudisce un animale domestico quando il proprietario non può prendersene cura; proprio come fa la baby sitter con i bimbi quando i genitori sono fuori casa. Tale attività può essere svolta sia presso l’abitazione del proprietario originario (pet sitting), sia presso l’abitazione del sitter (pet hosting). Il pet sitter è dunque chi va a casa del proprietario dell’animale e lo porta a spasso, gli fa fare i bisogni, lo fa giocare e sgranchire, gli tiene compagnia, gli dà la pappa e lo pulisce quando non riesce a tornare in tempo dal lavoro o quando parte per un week end. Il pet host è invece colui che ospita (“host”) l’animale presso la propria abitazione e se ne prende cura fino al ritorno del suo padrone, per periodi più o meno lunghi.

responsabilità del pet sitter

Io con Perlina

Responsabilità del pet sitter: cosa dice la legge

L’art. 2052 Codice Civile e di recente anche la Cassazione sono molto chiari: la persona (come il pet sitter) che in un preciso momento ha in custodia un animale è responsabile civilmente di qualsiasi cosa gli accada o di qualunque danno provochi a terzi o a cose, come morsi, cadute accidentali del pedone per il passaggio incontrollato dell’animale.

Chi possiede o ha in custodia un cane ha una responsabilità “genitoriale” e risponde dei danni provocati dall’animale, ma anche subìti dall’animale in caso abbia subito lesioni o malattie causate dalla cattiva diligenza nella custodia. Per esempio, sono a carico del dog sitter o del pet host i costi delle cure e del veterinario o di un eventuale accalappiamento se dovesse scappare.

Perciò, il pet sitter sarà tenuto a risarcire i danni a terzi provocati dall’animale durante il periodo in cui lo ha in cura, quali ad esempio lesioni personali (per morsi, cadute accidentali causate dal passaggio incontrollato dell’animale ecc.) o danni a cose (strappi di abiti, rotture di vasi o suppellettili ecc.).

Leggi anche Come diventare una pet sitter di successo

responsabilità del pet sitter

Io con la cucciola Ricotta

Responsabilità del pet sitter: un vademecum salva imprevisti

Ecco un vademecum per evitare problemi che possono inficiare il proprio lavoro e il benessere del peloso e del proprietario:

  • conoscere l’animale (e anche il padrone) prima di prenderlo in affidamento e se non si è convinti meglio rifiutare l’incarico;
  • accettare di occuparsi solo di cani registrati all’anagrafe canina e con microchip, libretto sanitario in regola con le vaccinazioni, e l’assicurazione, specie in caso di razze impegnative come Pitbull, Doberman e Rottweiler;
  • attenersi scrupolosamente alle indicazioni del padrone: se il cane non va d’accordo con nessun cane, è bene evitare di portarlo in un’area cani;
  • avvisare immediatamente il proprietario se si notano comportamenti strani durante la custodia, per esempio se l’animale non mangia (sindrome da abbandono), in modo da capire come intervenire;
  • se non si utilizzano le app dedicate (le trovi nel post Come cercare urgentemente una pet sitter a Milano), stipulare un contratto con il proprietario (liberatoria del dog sitter) specificando: dati e orari da rispettare, le attività comprese, le esigenze culinarie, sanitarie e/o mediche che l’animale può avere e il costo per il periodo stabilito.

In conclusione, è bene verificare sempre che il pet sitter abbia le competenze tecniche, personali e morali per svolgere al meglio la mansione di cui è incaricato.

Di tutto questo, come ti ho già detto, ne parlo, con l’aiuto degli esperti in materia, in modo molto dettagliato nel mio libro Professione digital pet sitter pubblicato da Dario Flaccovio Editore.

Se hai bisogno di una pet sitter nella zona di Milano, contattami (pet@danielalarivei.com)!

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(Foto di Daniela Larivei. Ringrazio Arcibald in cover, Perla e Ricotta)