Posso fotografare gli animali degli altri

Posso fotografare gli animali degli altri?

Posso fotografare gli animali degli altri o dei propri clienti pelosi e poi usare le foto? Magari sul cellulare hai tante foto di cani e gatti, come me, fotografati per strada oppure dei tuoi clienti e senza pensarci le pubblichi su Facebook o le utilizzi per alcuni tuoi progetti. Ecco, attenzione, perché non sempre lo puoi fare e il proprietario potrebbe rivendicare i suoi diritti.

L’animale domestico secondo la legge

La normativa italiana oggi ha ancora molte lacune in tema di animali domestici. Da una parte, un animale da compagnia è considerato soggetto di diritto, un essere senziente, per altri un bene mobile, ovvero un oggetto, pignorabile e sequestrabile.

Tuttavia, oggi rispetto a un tempo, c’è stata una evoluzione normativa che rispecchia di più il comune sentire a tutela del rapporto affettivo tra uomo e cane. Per esempio, gli animali possono entrare in alcuni ospedali, non possono essere vietati in condominio).

3 tipi di fotografie e il diritto d’autore

Secondo la legge sul diritto d’autore, le fotografie si distinguono in:

  • riproduzioni fotografiche: sono le semplici riproduzioni di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili (es. fotocopie, bugiardino). Non godono di alcuna tutela;
  • semplici fotografie: sono fotografie che non hanno un particolare carattere di originalità (paesaggi, persone, luoghi). I diritti patrimoniali sono 20 anni dalla data di produzione e sono condizionati dall’indicazione del nome autore o della ditta committente, dell’anno di produzione e del luogo. Hanno una tutela minore/limitata e i diritti morali sono quelli della paternità;
  • opere fotografiche sono fotografie molto creative (per una particolare inquadratura, giochi di luce e colore, sensibilità del fotografo di coglier l’attimo, capacità di evocare suggestioni). Godono di una tutela rafforzata prevista per le opere dell’ingegno. I diritti patrimoniali si estinguono dopo 70 anni dalla morte dell’autore e sono alienabili, mentre il diritto morale d’autore ha durata illimitata ed è inalienabile.

Quando si fanno concorsi o contest on line che riguardano gli animali, i proprietari devono cedere il diritto d’autore sulle foto agli organizzatori e autorizzare espressamente gli stessi ad utilizzare le foto del proprio cane per le finalità indicate nel concorso. Altrimenti il rischio è vedere le foto del proprio cane su tabelloni pubblicitari o in tv senza il riconoscimento di alcun compenso. E nemmeno un cane scodinzola per nulla.

Posso fotografare gli animali degli altri?

“Non è proibito fotografare un animale in un luogo pubblico – spiega Marisa Marraffino, avvocato esperto in diritto penale con particolare riferimento ai new media e privacy -. Gli animali ovviamente non sottostanno alla legge sulla privacy. Non si possono però usare le fotografie per esempio per finalità pubblicitarie o di lucro senza il consenso del proprietario. Se però la foto reca danno all’animale per qualsiasi motivo, il proprietario può sempre agire a tutela del proprio amico a quattro zampe. Per esempio: ho un cane di particolare valore e qualcuno pubblica il nome del proprietario, l’indirizzo, la foto del cane. Se poi il cane viene rubato nonostante io avessi chiesto la rimozione dei miei dati identificativi (qui agisce il proprietario a tutela di se stesso, solo indirettamente a tutela del cane)”.

È possibile scaricare foto di cani e gatti dai social?

“I contenuti (testo, foto, video, audio) pubblicati sui social sono di proprietà dell’utente, mentre i social network ne hanno la licenza d’uso. Quindi per esempio, se vuoi prendere una foto da un profilo, che sia il titolare del profilo o una foto generica pubblicata nel suo profilo, devi  chiedere l’autorizzazione all’autore” specifica ancora l’avvocato.

Il primo precedente su internet risale al 23 giugno 1997, con una sentenza del Tribunale di Cuneo: “La gratuità dell’accesso a internet non snatura in alcun modo la tutela dell’opera pubblicata in rete”. E questo vale anche nel caso di un animale. “Ovvero, se vuoi scattargli una foto, dato che, come specificato prima, per la legge è considerato un oggetto, non devi chiedere alcuna autorizzazione, nessuna liberatoria. Se però vuoi usare una foto di un animale vista su un profilo social devi chiedere l’autorizzazione e citare il nome dell’autore della fotografia, la data e il luogo, che sono facilmente reperibili. Diversamente, l’autore può rivendicare il diritto d’autore patrimoniale e morale” riferisce Marraffino.

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Post sponsorizzati con animali altrui

Come abbiamo visto, in alcuni casi il proprietario può rivendicare un compenso o un risarcimento. Se sei blogger o influencer, il proprietario può rivendicare un compenso se fotografi e pubblichi/utilizzi il suo animale con finalità di lucro. Vediamo due esempi.

  1. se fai un post sponsorizzato su Instagram per pubblicizzare una  marca di crocchette per cui ti pagano per esempio 100 euro e usi il gatto di una cliente per fare la foto, devi retribuire lo “sfruttamento” del suo gatto, a meno che la proprietaria non ti abbia “prestato” il gatto a titolo gratuito con un accordo espresso. È come il caso dei cani attori, non recitano certo gratis, il compenso va ai loro proprietari, tanto è vero che ci sono agenzie di casting per gli animali;
  2. se fai un post non sponsorizzato sul tuo blog, dove ci sono banner pubblicitari, sul perché i cani piegano la testa e fotografi il cane di una cliente, devi chiedere il consenso alla cliente, perché anche i banner rappresentano un’entrata economica.  Molto probabilmente la cliente sarà fiera di vedere la foto del suo cane on line e ti dirà di pubblicarla gratuitamente, ma glielo devi comunque chiedere.

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Se si utilizzano foto di siti gratuiti

Devi fare attenzione alle licenze Creative Commons sul diritto d’autore che garantiscono appunto il rispetto dei permessi sul diritto d’autore ai loro lavori creativi. Per esempio a volte, anche se la foto è gratuita e libera per usi commerciali, ti viene chiesto di citare comunque il nome dell’autore, altre volte no. Non sei invece obbligato a inserire il nome della piattaforma. E se la foto è stata acquistata (per esempio su Fotolia) in genere occorre anche citare il nome dell’agenzia per evitare poi l’utilizzo indebito da parte di terzi non autorizzati.

Maggiori approfondimenti li trovi nel mio libro Professione Digital Pet Sitter di Dario Flaccovio Editore.

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(Foto by Pixabay)