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Dune di Bani: il deserto dei Caraibi

In Repubblica Dominicana c’è anche il deserto!!! Quanto è sorprendente questa isola, dalle mille sfaccettature!!! Si tratta delle dune di Bani, nella zona sud occidentale dell’isola.  Sono infatti tante le destinazioni legate all’ecoturismo nella regione centroamericana (ne ho parlato anche nel post Ecoturismo a Santo Domingo: lo dice la bit 2015), tra queste anche la Repubblica Dominicana che, come ho sempre scritto, non è solo mare, sole, sesso, droga e rock and roll!

Dune di Bani: il deserto dei Caraibi

Molti Paesi del Centroamerica, nonostante le dimensioni contenute, nascondono veri tesori naturali tutti da scoprire, tanto da essere le destinazioni ideali per gli amanti della natura. E così la biodiversità di questi Paesi ha fatto dell’ecoturismo il punto di forza del Centroamerica inteso anche come legame con la natura, e coscienza dell’ambiente e del suo rispetto.

Si trovano nella penisola di Las Calderas

Sembrerà strano ma, nella penisola di Las Calderas, in Repubblica Dominicana, si trova il deserto dei Caraibi. Si tratta delle dune di Bani, un fenomeno unico nell’area e per questo dichiarato Area Naturale Protetta con il decreto n. 233 del 3 luglio 1996 (rettificato con la legge settoriale 2002-04) con l’obiettivo di conservare l’ecosistema delle dune più grandi delle Antille e la loro particolare vegetazione. Il vento è il grande costruttore delle dune, che superano anche i 12 metri di colore scure perché composte da sabbia e minerali, soprattutto quarzo (da Wikipedia); in mezzo alle dune passano alcuni corsi d’acqua che sfociano nella baia.
Particolarmente suggestiva la vista dall’alto, che offre lo spettacolo della spiaggia di Las Salinas, in un paesaggio unico che mescola mare e deserto. La spiaggia di Las Salinas è chiamata così perché ci sono le saline – e quindi la concentrazione di sale nell’acqua è particolarmente elevata – con vasche per l’acqua di mare che una volta
evaporata fornisce un’ottima produzione di sale. Naturalmente è possibile visitarla e ammirare anche le
montagne candide di sale (vedi le foto sotto). E ti assicuro, lo spettacolo ti lascia a bocca aperta, perché ancora una volta comprendi che la Repubblica Dominicana offre davvero tanto, non solo sole, mare, bachata, movida… Purtroppo a oggi molti patrimoni sono ancora, se non per niente, poco valorizzati.
E vicino a Bani c’è anche il vigneto Ocoa Bay (approfondisci leggendo il post Ocoa Bay: vigneto di qualità, ecoresort e tour enogastronomici).

Dune di Bani nella mia guida reportage edita da goWare

Naturalmente, durante il mio anno sabbatico in Repubblica Dominicana ho visitato anche questa zona. Ti riporto una parte del mio racconto che potrai trovare completo insieme a tanti altri nella mia guida reportage pubblicata da goWare (link subito sotto).
Il Sud-Ovest è davvero un concentrato di natura, paesaggi puri e incontaminati, lì pronti ad accoglierti, spiagge uniche ed esclusive continuamente bagnate dal sole e da un mare cristallino, caratterizzate da un’atmosfera di pacifica solitudine. Angoli unici per riconciliare spirito, anima e coscienza, in modo intimo e profondo.

È necessario avere un buon senso dell’orientamento, o comunque saper leggere la cartina, perché il Sud è poco mappato e spesso privo di indicazioni stradali. Ci siamo perse spesso trovandoci talvolta in mezzo a giungle e sterpaglie dove non c’era la minima ombra di turisti, isolate dal mondo. Quando invece avevamo la fortuna di incontrare un’anima pia, chiedevamo informazioni e devo dire che abbiamo sempre ricevuto disponibilità e cordialità. Questo a dimostrazione, ancora una volta, che l’isola è pericolosa se uno il pericolo lo cerca […].

Volevamo arrivare ad Azua percorrendo la costa. Abbiamo raggiunto così Monte Rio. Dalla costa, la strada per arrivare ad Azua è lunga e sterrata, impossibile da percorrere con la nostra macchina, quindi siamo tornate indietro per incrociare nuovamente la statale. Giunte ad Azua, abbiamo visitato prima Playa Blanca, che di bianco però ha ben poco, e poi, Pueblo Viejo, le rovine dell’antica città coloniale.

Non volevamo farci mancare proprio nulla. Quindi, ci siamo buttate nuovamente sulla costa arrivando no a Punta Salinas, sito di immense e spettacolari saline, passando per le dunas e la base navale di Las Calderas. A Punta Salinas vendevano manghi a gogo: ne abbiamo acquistati dodici per 70 pesos – allo stesso prezzo a Bayahibe ne avremmo comprati uno e mezzo –, e mangiamo l’empanada, una specie di calzone fritto a 15 pesos contro i 40 di Bayahibe. Siamo tornate indietro per rimetterci sulla statale direzione Baní.

Lungo la strada, abbiamo attraversato il villaggio dei mortai e il santuario San Martin de Porres. Arrivate a Baní abbiamo visitato il Museo Histórico Don César González Cerrado, la chiesa Nuestra Señora de Regla e il Palacio del Ayuntamiento.

Volevamo arrivare a Bayahibe prima di cena. Non mancava molto, il problema era attraversare, senza perdersi, la capitale. Avevamo saltato il pranzo e, un po’ per questo un po’ per la stanchezza oramai incombente, non siamo riuscite a uscire da Santo Domingo. Gira e rigira, siamo arrivate a Bayahibe a sera inoltrata.

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Questo blog è frutto del mio lavoro e della mia esperienza in Repubblica Dominicana. 

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Oppure acquista la mia guida reportage Repubblica Dominicana. Reportage e riflessioni tra Santo Domingo, Samana, Santiago e Barahona pubblicata da goWare

 

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